Ominide 50 punti

La cavalleria

La cavalleria nasce in Francia, poiché vi era il feudalismo (società feudale). All’ inizio la nobiltà aiutava l'imperatore nei combattimenti, quando però questi divennero troppo assidui furono inserite nuove milizie, cavalieri, soldati a cavallo. Ne fanno parte i poveri ma con alta dignità. C'era la legge del Maggiorascato (esempio Gertrude): il primo figlio ereditava il feudo, gli altri o si dedicavano alle armi o ala vita ecclesiastica.
Facevano parte dell'esercito:
- i figli cadetti dei nobili
- i piccoli feudatari, coloro che non avevano possedimenti ma erano di ceto medio
- i ministeriales, (¾ dell'esercito) scudieri, staffieri, castaldi, ai quali i nobili “davano” la cavalleria quando non c'era la possibilità di dare loro feudi.
Cambia la società, viene intaccato l’immobilismo sociale. Entrano a far parte della cavalleria persone di diverso ceto sociale. Dopo che il numero necessario a formare l'esercito viene raggiunto solo i figli dei cavalieri possono diventarlo (EREDITARIO), si ritorna ad un' immobilismo della società.

Il formarsi dell'ideale.
Sono proprio i nuovi membri della cavalleria che vogliono prendere le distanze dal popolo, a differenza dei grandi feudatari che hanno già atteggiamenti nobili e non hanno bisogno di dimostrare la loro nobiltà, idealizzando questo ceto.
Gli ideali della società cavalleresca sono:
- prodezza, coraggio, non temere nessun pericolo
- senso dell'onore, non deve essere mai macchiato
- lealtà, rispetto dell'avversario
- fedeltà al sovrano
Questi ideali vanno rispettati, altrimenti si perde il privilegio di essere cavalieri. La nobiltà non è più nobiltà di stirpe ma nobiltà d’animo (gentilezza).
La concezione della vita si laicizza, dunque la teologa non è più scienza domina. La chiesa introduce gli ideali laici della cavalleria nella sfera religiosa. La guerra santa è fatta in difesa dei deboli (le donne) e contro gli infedeli. Nascono in Francia le canzoni delle gesta eroiche della cavalleria.

Registrati via email