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Generi letterari in Italia

In Italia la cultura nasce all’interno della civiltà comunale, che vede la nascita
di un nuovo ceto sociale e quindi anche un nuovo pubblico letterario: la borghesia. La nascita del ceto borghese è decisiva per l’affermazione del volgare scritto, durante il Duecento.
Si afferma così la letteratura in volgare, rivolta al ceto mercantile e politico – amministrativo: si inseriscono perciò la letteratura didattica, la cronaca,la letteratura di intrattenimento (comprendente i volgarizzamenti dei romanzi francesi ed anche le prime forme di novelle)

È in questo periodo che Dante compone la “Commedia” che , grazie alla varietà di generi, stili e linguaggi coinvolge un pubblico ampio e vario. Nel Trecento aumentano i lettori borghesi, quindi si sviluppa maggiormente la letteratura d’intrattenimento; la produzione di consumo e quella d’elitè , invece si radicalizzano notevolmente. Si afferma la novella: componimento narrativo in prosa,, di tono realistico, ma a carattere avventuroso, spesso con intenti morali. La novella è infatti la forma letteraria che precede il romanzo moderno. Il Decameron di Boccaccio è il maggiore esempio di novella, esso circola tra i vari strati sociali ancora prima della pubblicazione, quest’opera è inoltre dedicata alle donne . Boccaccio scrive quest’opera consapevole della diffusione di una letteratura facile e per diletto. Per quanto riguarda la poesia , la lirica conferma i caratteri del dolce stil novo e li consolida.

Petrarca infatti, , nel “Canzoniere”, cera una poesia “separata”, colma di sfumature sottili e di allusioni simboliche.

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