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I generi letterari in evoluzione

Il poema cavalleresco
In epoca feudale si sviluppa in Francia un genere affine a quello epico, il poema cavalleresco, in cui le tematiche del mondo classico sono adattate al modello cavalleresco dell'XI secolo.
Nato come genere celebrativo di grandi paladini attivi, soprattutto, sotto Carlo Magno, si diffonde, successivamente, in tutta Europa, in larga parte per celebrare le gesta di Orlando. Il suo mito, consacrato nel 1080 con la Canzone di Orlando, quattro secoli dopo, sarà il tema delle opere del Boiardo e dell'Ariosto. La dimensione di puro mito cavalleresco - celebrativo lascerà, invece, il posto al poema con intento "vero" storico con la figura del Tasso.

Il poema eroicomico

Già dal nome è chiara l'intenzione di questo genere, che trae il suo materiale dai poemi epici, per elaborarne una sagace parodia. Questo genere si afferma nel XVII secolo con Alessandro Tassoni e la sua Secchia rapita, ma già in Pulci e in Folengo, troviamo elementi dallo spiccato sapore parodistico.

Il poema didascalico
Nato nel mondo classico con Esiodo, il poema didascalico trova fortuna nel corso del 1500, sulla scia di quella riscoperta dei classici propria del secolo. Il primo poema a trarne beneficio è le Georgiche di Virgilio, modello per La coltivazione dei campi e Le api di Giovanni Rucellai.
Un tipo particolare è il poema didascalico allegorico, in cui l'allegoria esprime l'intendimento didascalico; l'esempio più illustre di tale genere, esauritosi nel Medioevo, non può che essere la Divina Commedia di Dante.

La lirica
I trovatori delle corti provenzali sono gli autori della rinascita della lirica, che in Italia ha due zone di grande sviluppo: la Sicilia e la Toscana.
In Sicilia, presso la corte di Federico II di Svevia troviamo personaggi importanti, quali Jacopo da Lentini, inventore del sonetto.
In Toscana la lirica si sviluppa grazie agli Stilnovisti e Francesco Petrarca, modello sia per i Petrarchisti trecenteschi che per quelli dei secoli successivi.
Nei secoli XVII e XVIII la lirica italiana entra in crisi e si riduce a pura forma, priva di contenuti, schiacciata dal romanzo e dal teatro

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