L'età cortese

Nell'alto medioevo, fino all'XI secolo, la cultura è monopolio della chiesa. La lingua esclusiva è il latino e i linguaggi volgari sono utilizzati solo oralmente. Per passare ad usare il volgare anche per scopi culturali occorre che un gruppo sociale di laici senta il bisogno di esprimere la sua visione della vita e i suoi valori, inoltre occorre che ci sia un pubblico laico che proponga una domanda di cultura. Ciò si verifica per la prima volta in Francia, verso la fine dell'XI secolo. In Francia era molto sviluppata la società feudale. Il ceto dominante era un'aristocrazia di origine guerriera. La parte più forte degli eserciti era formata da soldati a cavalo: questa nuova classe militare fu la cavalleria. Questa era formata dai figli esclusi dalla successione al trono e dai ministeriales, ovvero da gente nuova. Questi potevano essere ricompensati solo con terre, perchè esisteva un'economia basata sullo scambio in natura. Con il tempo l'importanza dei ministeriales cresce ed è grazie a quest'ultimi che si forma l'ideale cavalleresco: i cavalieri diventano gli interpreti della visione della vita e dell'etica feudale. Gli ideali del cavalliere sono:


    prodezza (valore nell'esercizio delle armi e coraggio)
    sete di gloria e il senso dell'onore (perdita onore=più grande infamia)
    lealtà (rispetto dell'avversario, rispetto dei vinti e il il rispetto della parola data)
    fedeltà (nei confronti del signore)
    vera nobiltà=nobiltà d'animo.


Questa serie di valori guerrieri costituiva un insieme fortemente laico, per questo la chiesa non rinunciò ad esercitare la sua autorità anche su questi ideali, riportando anche la concezione cavalleresca all'interno di quella cristiana.
A questa serie di virtù militaresche si aggiungono altre virtù civili:

    liberalità (disprezzo denaro/cose materiali)
    magnanimità (capacità di compiere gesti generosi privi di interessi egoistici)
    culto delle belle forme (delle belle cose, di forme di vita lussuose)

L'ideale della cortesia è un'ideale di pochi, di un élite chiusa (gruppo ristretto di persone che si distinguono per cultura, prestigio e ricchezza) che respinge tutti coloro che non sono all'altezza di quei valori e stili di vita. Coloro che non possiedono l'ideale della cortesia vengono definiti "villani", infatti la villa è ritenuta il luogo per eccellenza della rozzezza barbara. In questo periodo la donna diventa il simbolo della cortesia e della gentilezza, perchè essa ingentilisce tutti coloro che vengono in contatto con lei. Il culto della donna diviene il tema dominante della letteratura di questo periodo.

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