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La poesia lirica nel Duecento

L'Italia è l'ultimo Paese romanzo in cui si sviluppa la poesia. La poesia lirica è un genere poetico caratterizzato dall'espressione della soggettività del poeta.
Questo termine deriva da "lira", in quanto inizialmente la recitazione delle poesie era accompagnato dal suono di questo strumento.
La poesia lirica si sviluppa in Sicilia nella prima metà del Duecento, presso la corte di Federico II di Svevia. Si ispira alla tradizione poetica della Francia del Nord e della Provenza e riprende i temi della letteratura cortese, che, come ricordiamo, vengono sintetizzati ed espressi nei comandamenti di amore di Andrea Cappellano.
I siciliani scrivono per primi in volgare italiano (siciliano illustre)e, nonostante si ispirassero ai trovatori, non erano più musicisti ed erano borghesi.
Per scuola siciliana intendiamo i poeti attivi in questo periodo (dal 1230) di cui ne fu precursore Giacomo da Lentini, inventore del sonetto.

I temi della poesia siciliana riprendevano il vassallaggio d'amore e il servizio d'amore, ma si soffermavano sull'amore in quanto tale.
In seguito, la poesia lirica si sviluppa anche al Centro Italia, incontrandosi con una nuova realtà sociale: i comuni. Il principale comune fu quello di Firenze e influenzò molto i temi trattati. Uno dei principali poeti siculo-toscani fu Guittone d'Arezzo.

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