Mito 14351 punti

Il dolce stil novo

il dolce stil novo

Il dolce stil novo è la denominazione con cui Dante nella Divina Commedia definisce una nuova poetica letteraria che si affermò a Firenze nel periodo 1280-1310. I maggiori rappresentanti del dolce stil novo furono Guido Cavalcanti e Dante stesso. Ne fu precursore e iniziatore, però, un bolognese Guido Guinizelli, che compose le sue rime qualche anno prima. Il fatto che l'iniziatore del dolce stil novo sia stato bolognese non deve stupire. L'ambiente della città emiliana era all'avanguardia sia in campo culturale, sia in campo filosofico. Che poi sia stata Firenze la città dove la nuova tendenza si è imposta, non è certo casuale. In essa era stato attivo un folto gruppo di poeti siculo-toscani. Dante usa la definizione di Dolce stil novo o stil novo nel canto XXIV del purgatorio, mettendola in bocca al poeta Bonagiunta da Lucca, incontrato del girone dei Golosi. La novità del Dolce stil novo va cercata nell'assoluta fedeltà all'ispirazione d'Amore cui invece si sarebbero sottratti sia i siciliani sia i siculo-toscani. La novità del dolce stil novo è sia tematica sia stilistica. Sul piano tematico Dante voleva tornare ai siciliani scartando l'esperienza guittoniana più eterogenea varia aperta anche a motivi politici, morali e ad esperienze quotidiane. Ma rispetto ai siciliani la nuova poetica si distingue per due ragioni: anzitutto è diversa la sua concezione dell'amore, in secondo luogo l'attenzione ai sintomi e alle manifestazioni dell'amore è guidata da una dottrina precisa. Per gli stilnovisti e lo stil novo l'amore non è più semplice corteggiamento, ma diventa elevazione spirituale, adorazione di una donna che può assumere i tratti di un angelo e cioè di una creatura intermediaria fra terra e cielo, fra il mondo profano e quello divino. Per quanto riguarda la novità sul piano stilistico essa riguarda l'amalgama linguistico metrico sintattico che deve risultare "dolce". Occorre un volgare illustre che sia il più possibile elevato e puro e insieme musicale e melodioso. Il pubblico delle nuove rime è quello molto selezionato e ristretto che proviene dalla nobiltà feudale e dagli starti intellettuali più elevati. Gli stilnovisti si considerano una cerchia eletta che trova nella sua superiorità culturale e nella propria raffinatezza spirituale le ragioni di un prestigio sociale non più dipendente dalla nobiltà di sangue ma solo da quella dell'animo. La nuova realtà cittadina s'intravede nel rapporto con una donna che scende per strada e va a messa. La donna appare per via e la sua bellezza colpisce il cuore del poeta. Appare così il motivo dell'incontro e del saluto che assume così anche il significato di una salvezza spirituale per chi lo riceve. La città diventa insomma il nuovo scenario di un corteggiamento il cui fine non è più l'elevazione sociale, come era per i poeti provenzali, ma una elevazione spirituale e religiosa.

Registrati via email