La poetica del dolce stil novo


Guido Guinizzelli nato intorno al 1230/40 – 1276, notaio Bolognese dopo aver imitato per qualche tempo la lirica di Guittone d'Arezzo (amore psicologia), inizia con le canzon “Al cor gentil rempaira sempre amor” un nuovo modo di poetare che lo fece considerare maestro della più giocane generazione dei poeti.
Riprendendo un concetto caro agli ultimi provenzali, egli osserva “l'identificazione tra l'amore e la nobiltà d'animo”, cioè tra l'amore e la virtù, dandone una spiegazione filosofica con la dottrina aristotelica della potenza e dell'atto, come se il “cor gentile” fosse amore allo stato potenziale, che viene tradotto in atto quando una donna anch'essa gentile si incontra con l'uomo che ha nel cuore la stessa disposizione all'amore, Dante poi rivelerà la novità del “dolce stil novo” non tanto nella dottrina quanto nello stile che consiste nell'osservare gli effetti che amore suscita nell'animo e nel riuscire a rappresentarli in un raffinata arte retorica.

Oggi siamo propensi a ritenere che la vera novità del dolce stil novo consista in un ripiegamento interiore dei poeti attraverso un'attenta indagine psicologica per poter osservare gli effetti della passione d'amore.
Questa novità poetica offre il primo esempio nella letteratura europea di un linguaggio che oggi potremmo definire “surrealistico”, per esprimere la realtà non nella sua obiettività esterna ma come viene alterata e trasfigurata nelle coscienza dell'uomo.
Altro importante esponente del “dolce stil novo” è Guido Cavalcanti 1255 – 1300 amico di Dante e apparentemente ad una delle più illustri famiglie di parte Guelfa.
Se nelle sue rime non mancano momenti di “lode estatica” alla donna come elevatrice dell'anima verso ogni perfezione l'amore viene da lui rappresentato come violenta e tormentosa passione. Nella canzone “Domani prega” l'amore appare più come una malattia che come una elevazione dell'anima.
I contrasti interni dei sentimenti vengono raffigurati come battaglia tra gli spiriti del proprio subconscio. Nelle poesie di lode, la donna non è più vista come riflesso della bontà divisa come termine di perfezione cui l'anima aspira.
Degna di citazione anche la figura di Cino da Pistoia, insigne giurista e professore di diritto, anch'egli partecipa alle lotte politiche della sua città.
Cino continua i modi stilnovistici: la donna per lui è una creatura accessibile ed amabile in questo mondo, che vive continuamente nel sentimento del suo
poeta.
Ci si allontana dall'atmosfera irreale e sognante di Guinizzelli per trasferirsi in un mondo fatto di rapporti umani più vicini alla comune esperienza psicologica.

Hai bisogno di aiuto in Contesto Storico Letterario?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email