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Poesia trovadorica e stilnovo - Confronto scaricato 54 volte

Confronto tra poesia trovadorica e stilnovo

La fin amor

Il poeta canta una donna sposata, quindi l'amore è fin dall'inizio impossibile, o comuqnue fortemente ostacolato. Il poeta è tuttavia tenuto ad una fedeltà assoluta ed, infatti, è una novità che Bernard de Ventadour in una poesia affermi di non voler più celebrare la sua donna.
Il poeta canta la donna, quindi, senza volere che il suo amore sia contraccambiato, ma cercando di ottenere la merzè: ciò è una ricompensa, generalmente un dono simbolico, per il poeta. Ricevere questa merzè era lo scopo del poeta e gli dava joi, gioia.
La fin amor non è un amor fatale, un colpo di fulmine, bensì un amore ragionato. E' infatti il frutto di una scelta consapevole del poeta nei confronti della donna che ritiene perfetta. Sebbene queste poesie fossero cantate a banchetti in presenza anche del marito, la tradizione vuole che in esse ci sia il massimo riserbo; per questo il poeta è tenuto a oscurare il nome dell'amata con il senhal, un nome in codice spesso maschile.

Questo amore è idealizzato e sublinato, ma è un amore terreno, a differenza di quello dello stil novo. Il contatto carnale non è escluso, ma è sempre molto sfumato e, in ogni caso, non è lo scopo del poeta.

Dante e lo Stilnovo

Uno dei maggiori esponenti dello stilnovo è Dante, che introduce il concetto di donna-angelo. Secondo il suo parere, la poesia provenzale portava al peccato perchè cantava le lodi di una donna già sposata.
La donna che introduce Dante è invece spiritualizzata, astratta; si chiama donna-angelo perchè l'etimologia di angelo significa messaggero di Dio. Infatti Dante pensa che la donna sia uno strumento di cui si serve Dio per comunicare al poeta, ha un effetto benefico sul poeta, serve a migliorarlo.
L'amore si fa ancora più astratto e Dante non prevede alcun tipo di contatto fisico tra il poeta e la donna celebrata, “purificando” ulteriormente l'amore.
Dante si innamora non solo di Beatrice (il cui nome significa colei che è beata e porta beatitudine), ma anche e soprattutto della grazia divina di cui è simbolo.
Infatti per i Medievali ogni cosa esiste perchè ha un senso simbolico e nel nostro nome c'è il nostro destino, la nostra “missione”.
Infatti Dante sceglierà Beatrice per farsi guidare nel Paradiso ne La Divina Commedia.

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