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parafrasi de Rolando suona l'olifante

La Chanson de Roland - Rolando suona l'olifante

Al passo di Roncisvalle la retroguardia franca comandata da Orlando è assalita dai Saraceni, capeggiati da Marsilio. La superiorità dei guerrieri saraceni è schiacciante, ma Orlando rifiuta di suonare l'olifante per chiamare in aiuto re Carlo con il grosso dell'esercito. Il suo senso dell'onore gli impone di affrontare il nemico con le sue sole forse, tuttavia il valore e l'eroismo dei Franchi non sono sufficienti a sconfiggere lo sterminato esercito saraceno. Solo quando si rende conto che tutto è perduto, Orlando da fiato allo strumento con forza.


" Il conte Orlando con grande pena e affanno,
dolorosamente suona l'olifante.

Dalla Bocca gli zampilla il sangue
chiaro: gli si rompe la tempia del cervello.
La voce del corno si spande lontano:
la sente Carlo che sta passando i valichi,
la ascolta Naimes , l'ascoltano i franchi.
Dice il Re:-Sento il Corno di Orlando!
Mai lo suonerebbe se non stesse combattendo.(..) "


Parafrasi


Il valoroso Orlando con grande pena e affanno, dolorosamente suona l'olifante ( corno d'avorio ricavato da una zanna di elefante).
Dalla sua bocca gli fuoriesce il sangue chiaro:
tale è la forza con sui ( Orlando) soffia nell'olifante che le tempie quasi gli scoppiano.
Il suono del corno si espande lontano:
lo sente l'imperatore Carlo Magno che sta attraversando i valichi,
lo sente l'esercito nobile francese ( Naimes), l'ascoltano i Franchi.
Carlo dice: " Sento il corno di Orlando!
Non l'avrebbe mai suonato, se non stesse combattendo".
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