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Le canzoni tardive

Le canzoni tardive e i nuovi tipi eroici: le canzoni tardive, situabili fra la fine del XII secolo e il XIII secolo, fanno un uso strutturale e non più esornativo del fantastico e meraviglioso, con la concessione a motivi di provenienza folkloristica (talismani, creature soprannaturali) e al romanzo cortese (al tema militare della guerra ai pagani si affianca quello sentimentale dell’amore fra il cavaliere e la principessa saracena).
Il contenuto didattico del testo assume un maggiore risalto, grazie anche a sentenze e proverbi.
In questo progressivo interferire di tratti epici e romanzeschi, una funzione attiva è esercitata dal Roman d’Alexandre, romanzo non di argomento classico ma canzone di gesta, con Alessandro sempre vincitore ed infine ucciso a tradimento. Il poema ha una complessa vicenda redazionale: prima in octosyllabes di Alberic de Pisançon, poi in decasillabi e infine in alessandrini per mano di Lambert le Tort.

Da questi mutamenti traggono maggiore importanza i valorosi personaggi pagani e la loro conversione, ma anche personaggi femminili. Ovviamente aumentano a dismisura gli elementi folkloristici.
La tradizione letteraria del romanzo e la tradizione folkloristica si incrociano compiutamente nella produzione epica della fine del XII secolo ed inizio del XIII: è il caso dell’Huon de Bordeaux e di Beuve de Hanstone. Il primo, vassallo ribelle per un equivoco, otterrà il perdono di Carlomagno se strapperà tre denti e un po’ di barba all’emiro di Babilonia, e riuscitovi, uno gnomo aiutante gli cederà il suo magico regno orientale.

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