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-L’Umanesimo-

L’Umanesimo è un periodo storico, che segna la stagione del passaggio dalla Cultura Medioevale, dominata dalla presenza della Chiesa e dell’Impero ( i “due soli” di Dante), ad una forma di Cultura più aperta, libera.
L’Umanesimo si sviluppa tra la II metà del 1300 al 1400, accompagnato dallo sviluppo quasi contemporaneo del Rinascimento.
Con l’Umanesimo si ha il porsi al centro del Mondo dell’Uomo (di ogni singolo uomo).
Secondo il Pensiero Umanista, l’Uomo deve abbandonare le conoscenze indottegli da poteri superiori e deve recuperare attraverso degli studi la Cultura Classica Greco-Latina.
Infatti verranno rivalutati scritti di Cicerone, poiché egli era un repubblicano contrario all’autorità imperiale, di Seneca, di Tacito ed anche di Petrarca, che era stato un letterato Preumanista.
Comunque gli Umanisti non sono solo Letterati, ma anche scienziati, come ad esempio Leonardo da Vinci, oppure artisti di ogni genere.

Lo spartiacque tra Medioevo e Umanesimo fu la grande Peste (o Peste Nera), che accompagnò grandi cambiamenti politici: nascono i primi Comuni e iniziano a rafforzarsi, nascono anche le prime Signorie, che portano alla separazione del singolo Comune, ma anche del singolo cittadino, dal Potere Bipolare (Chiesa ed Impero).

Con l’Umanesimo e il Rinascimento inizia a scomparire la convinzione che chi era, ad esempio, medico, poteva svolgere solo quella professione e non svolgere altre mansioni.

Alcuni Pensatori importanti dell’Umanesimo sono: Coluccio Salutati, Lorenzo de’ Medici, Angelo Poniziano, tutti e tre originari di Firenze, poiché la Toscana era da sempre una terra di grandi uomini di Cultura, ma anche perché in quella zona stava avvenendo una grande fioritura comunale, come lo dimostrano comuni come Firenze o Siena.

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