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Il potere signorile nei generi letterari
L'umanesimo è la cultura della civiltà rinascimentale. Tra i concetti di Umanesimo e di Rinascimento esiste dunque una stretta vicinanza e per molti versi una sovrapposizione.
La parola Umanesimo implica la coscienza di differenza tra humanae litterae e divinae litterae, cioè fra la scrittura dedicata al mondo umano-naturale e la scrittura consacrata a quello divino. Tale distinzione mancava nel medioevo, in cui ogni tipo di scrittura veniva considerato sotto la prospettiva religiosa. Con la parola Rinascenza, usata per significare, insieme la rinascita degli studi classici e l'inizio di un'epoca nuova dopo i "secoli bui" del medioevo, si intendeva marcare una distanza rispetto all' "età di mezzo" e l'esigenza di ricollegarsi all'insegnamento dei classici greci e latini.
La culla dell'umanesimo e del Rinascimento è l'Italia, e in Italia sopratutto Firenze. Tuttavia l'Umanesimo è tendenzialmente un fenomeno sovranazionale, europeo.
L'età dell' Umanesimo e del Rinascimento va dalla fine del trecento alla metà del Cinquecento. In Italia si possono distinguere due momenti:
1) dalla fine del trecento alla morte di Lorenzo De Medici (1492);
2) dalla more di Lorenzo De Medici al concilio di Trento (1545).
Un atteggiamento razionalistico e scientifico permea l cultura e le arti nel Quattrocento. Il razionalismo caratterizza innanzitutto lo studio dei classici, assumendo la forma di un nuova disciplina, la filologia.
Nella concezione umanistico-rinascimentale l'uomo "è come un dio terreno": è un microcosmo che riflette in se l'armonia del macrocosmo. Vengono rivalutati i valori laici e terreni, l'atteggiamento speculativo diventa più libero e spregiudicato. La diffusione del pitagorismo e la scoperta dell'ermetismo greco contribuiscono ad alimentare un interesse per la realtà fisica in cui esigenze scientifiche e tendenze mistiche e irrazionali sono strettamente connesse. Non a caso la magia e l'alchimia si diffondono rapidamente negli strati più elevati della società.
L'intellettuale diventa un cortigiano che dipende dal mecenatismo signorile. Tuttavia accanto all'Umanesimo cortigiano sopravvive sino al terzo-quarto decennio del quattrocento un Umanesimo repubblicano e Civile, in cui continua a prevalere la figura dell'intellettuale-legista, cioè notaio e politico.
I centri di produzione e organizzazione della cultura sono innanzitutto le corti signorili, i cenacoli, le accademie, le biblioteche, le università e, a partire dall'invenzione della stampa (1455) trasforma radicalmente il sistema delle comunicazioni, il modo di leggere e di rapportarsi al libro.

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