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Durante il periodo dell’umanesimo si sviluppa la concezione della differenza tra mondo umano (humanitas) e mondo divino( divinitas). Questa distinzione non era presente nel medioevo perché si tendeva a giudicare il mondo unicamente secondo la prospettiva religiosa. Già nel 13° secolo si avvertono delle tendenze alla laicizzazione della cultura, volta a sottrarre gli intellettuali dal volere del clero o dei mecenate, inoltre questa tendenza sorge anche grazie a Petrarca e Boccaccio, i quali riportano alla luce anche lo studio del greco e del latino. Il concetto di Humanitas, presente fin dalla cultura antica è riscontrabile nel personaggio di Enea, sempre presente nella cultura umana e che contraddistingue soprattutto l’uomo saggio. Oltre al concetto dell’Humanitas durante l’umanesimo vengono introdotti altri concetti, quali l’individualismo, il carattere naturale della vita , la rivalutazione del corpo e la ricerca dell’armonia assoluta. Uno dei passaggi fondamentali del Rinascimento è la riscoperta dei classici, il mondo antico viene infatti rivalutato, si verifica la morte del Medioevo e si cerca in tutti i modi di tornare ai valori antichi per far “rivivere” l’età classica. La figura umana del Quattrocento è l’uomo motivato a confrontarsi con le epoche classiche, da ciò muta anche il rapporto con la natura, esse inizia ad essere concepita come una forza in perenne movimento, la quale è strettamente collegata all’esistenza umana. Inoltre si cerca di trovare una mediazione tra i piaceri terreni e i valori religiosi: si giunge quindi alla conclusione che le virtù dell’uomo non sono pericoli da evitare ma fini da perseguire con tenacia. Nella concezione del 400-500 l’uomo è considerato come figura al centro del mondo, capace di imporsi sulla natura. Questa visione non è irreligiosa, essa infatti include implicitamente Dio in quanto creatore dell’uomo e donatore delle caratteristiche che contraddistinguono l’uomo come libero e pieno di qualità.

Pico della Mirandola, nella sua orazione “ De Hominis Dignitate” , considerata manifesto dell’Umanesimo, esalta l’uomo e le sua virtù, giudicandolo in grado di eguagliare Dio e opporsi al passare del tempo , imponendosi sia sugli avvenimenti che sulle cose. Nel quattrocento Platone viene preso come modello di riferimento, poiché sosteneva che il miglior metodo per arrivare alla conoscenza fosse il dialogo e il confronto tra visioni differenti , motivo per cui, per ricalcare le orme di questo grande manifesto a Firenze viene fondata nel 1462 l’accademia platonica. Nella seconda metà del ‘400 a Platone vengono affiancate anche le dottrine ermetiste e gnosticiste,quella ermetista è una corrente mistico filosofica diffusasi in Grecia tra II e III sec d.C., essa rivendicava la fede nella magia e l’influire degli astri nelle vicende umane. Questa corrente prende il nome da Ermenete Trimegistro, il quale viene identificato sia con il dio greco Hermes sia con Thoth, dio egizio. La dottrina gnostici sta invece è una forma di conoscenza religiosa che si sviluppò tra il II e il III secolo d.C. nel Mediterraneo Orientale, esso concepiva il mondo in termini dualistici e contrari, motivo per cui divenne un movimento ereticale all’interno della chiesa cristiana. , oltre a questo si afferma anche l’insegnamento di Plotino che si distacca notevolmente da concetti umanistici della prima metà del Quattrocento.

Inoltre, nei medesimi anni Cosimo de’Medici incaricò Marsilio Ficino di tradurre i codici comprendenti le opere di Platone, ciò implica una rivalutazione europea del filosofo greco.

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