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Cinquecento: economia

Incremento demografico e trasformazioni agricole
Un secolo di crescita della popolazione europea. Ancora alla metà del quindicesimo secolo la popolazione europea risentiva delle grandi epidemie di peste del 1347-1400.
Nel 1450 la popolazione crebbe. La peste non scomparve mai del tutto ma restò limitata alle aree urbane, dove le condizioni igieniche erano pessime.
I maggiori centri europei conobbero un rapido sviluppo grazie al processo d’inurbamento delle campagne.
Comunque altre malattie erano comparse, il vaiolo il tifo e la sifilide.

L’estensione della superficie coltivata
Con l’aumento della popolazione sono coltivate anche le terre che sono abbandonate nel corso del quattordicesimo secolo.
Si può notare il miglioramento delle tecniche di bonifica dei suoli paludosi e di irrigazione.

Si diffonde anche la coltivazione di piante su richiesta per le manifatture urbane.
La penetrazione della proprietà borghese nelle campagne.
Nell’agricoltura del sedicesimo secolo quiz grande importanza la penetrazione della proprietà borghese nelle campagne.
L’aumento dinamico dell’agricoltura fu garantito soprattutto dalla borghesia, che assunse, attraverso l’affitto, la gestione di terre nobili o ecclesiastiche.
La borghesia faceva un contratto, detto mezzadria, che consisteva nel dividere a metà tra padrone e agricoltore tutte le spese del podere e tutti i prodotti.
Solo in alcune regioni europee si radicarono le prime forme di capitalismo agrario, cioè l’utilizzo di lavoro salariato.
Il fenomeno delle recinzioni in Inghilterra.
In Inghilterra il fenomeno che colpì più profondamente i contemporanei, fu quello delle recinzioni delle terre, così finì il tradizionale regimi di campi aperti.
Questo regime era tipico di tutte le città europee dove si esercitava la rotazione triennale. Con le recinzioni si ha la proprietà privata, le recinzioni arrivavano addirittura a coprire le terre incolte e da lì quindi vennero mandati via i contadini che lasciavano pascolare i loro animali.

L’Europa industriale
Le manifatture tessili e la diffusione del lavoro a domicilio.
Nel quattrocento le manifatture tessili avevano preso a comparire anche nei ceti più bassi e quindi, le manifatture non sono più solo per i mercanti.
La manifattura fu avviata dai mercanti verso prodotti leggeri e a buon mercato.
Questo lavoro era a domicilio, le macchine da lavoro e le materie prime venivano fornite dai mercati imprenditori e questi andavano a ritirare successivamente il prodotto finito.

Il lavoro a domicilio subentrò anche nelle campagne.
Anche in molte contee inglesi ci fu un grande sviluppo dell’industria tessile. Ci furono molte esportazioni dei tessuti da parte dell’Inghilterra verso il resto dell’Europa.
Il tessuto inglese arrivò addirittura fino al mediterraneo dove entrò in competizione con l’Italia.

Le nuove tecniche di credito
Accanto alle attività di compravendita divennero molto importanti anche quelle sulla moneta.
I mercanti prendevano a prestito i capitali , tutte le volte che sapevano di ottenere buoni profitti, in modo da poter restituire i capitali ma avere anche del denaro per loro stessi.
Fra i mercanti, nel quindicesimo secolo è divenuta di uso comune la lettera di cambio, con qualche innovazione, come la girata, cioè la firma con cui la lettera di cambio era trasferita dall’intestatario originale ad un terzo.
La lettera di cambio era una promessa di pagamento, e poteva circolare nelle mani dei mercanti divenendo come una moneta.
Da mercanti a banchieri e finanzieri.
Gli italiani possedevano le due qualità essenziali per diventare banchieri, una grande esperienza e un’adeguata disponibilità di capitali.
Così nacquero le prime banche pubbliche che custodivano i depositi dei loro clienti e compivano operazioni di accredito e di pagamento a loro nome.
I banchieri facevano addirittura prestiti al clero e ai sovrani europei.
Nel quindicesimo secolo i mercanti della Germania erano diventati i protagonisti per quanto riguarda l’attività bancaria.
Di questi bancari tedeschi possiamo ricordare un’intera dinastia quella dei fugger.

L’inflazione del quindicesimo secolo e le sue cause
Un fenomeno che influì sull’economia europea del cinquecento fu il continuo aumento dei prezzi, durato fino al seicento.
L’aumento dei prezzi agricoli fu più alto di quello delle materie prime e dei prodotti delle manifatture, infatti i prezzi dei tessuti erano triplicati.
L’inflazione e l’aumento dei prezzi fu causata dall’aumento della popolazione, e di conseguenza le domande dei prodotti alimentari aumentarono.
Poi un’altra causa fu l’aumento della massa monetaria, infatti con l’arrivo di grandi quantità di argento dall’America il valore dell’argento diminuì e quindi i prezzi crebbero.
I sovrani, che erano sempre in guerra e quindi senza denaro non potevano creare dal nulla monete, quindi l’unica cosa che potevano fare era quella di cambiare il valore delle monete già esistenti, per esempio una lira andava a valere una lira e un ventesimo, questo sistema però durò per poco perché spingeva la crescita dei prezzi.
-Le conseguenze economiche e sociali dell’inflazione.
L’inflazione è sempre causa di disordine economico e turbamento sociale.
L’inflazione premia i debitori e punisce i creditori.
I salariati non riuscirono a tenere il passo con l’aumento dei prezzi.
Molti proprietari terrieri furono incapaci di reagire all’inflazione e andarono in rovina.
Altri imposero sui loro contadini diritti signorili, limitando la loro libertà personale.

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