Daniele di Daniele
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Riassunto per punti di alcuni "Ricordi" di Guicciardini

VI - La discrezione l'ingratitudine

L'uomo non può dominare gli eventi, perciò è impossibile dare consigli d'azioni universalmente valide, dettare principi generali e assoluti. Non resta che prender le cose per il loro verso, giudicandole caso per caso, nelle loro infinite sfumature. È evidente qui il contrasto con Machiavelli.

XI - L'ingratitudine

C'è nel Guicciardini un senso di nostalgia per gli uomini nobili e puri.

XV, XVI, XVII - Le ambizioni umane
I ricordi furono scritti dopo il ritiri alla vita politica, dopo, cioè, la sua esistenza e tutto il suo lungo prodigarsi gli apparivano nella luce amara dell'insuccesso e della vanità. Alla fine di questo pensiero il prevalente tono pessimistico passa in secondo piano: il desiderio dell'onore e della gloria appare una necessità imprescindibile dell'animo umano. Anche questo è un pensiero autobiografico come quello contenuto nel 15.

XXVIII - La corruzione del clero

La critica del Guicciardini non riguarda in alcun modo il contenuto della religione cattolica, ma si appunta sulla corruzione morale delle gerarchie ecclesiastiche assai evidente in quei tempi, da cui prese le mosse la protesta di Martin Lutero. L'autorità della Chiesa che il Guicciardini vorrebbe vedere sminuita è quella politica, che egli avverte in netto contrasto con gli ideali veri del cristianesimo.

XXX - La fortuna

Guicciardini afferma, al contrario di Machiavelli, che un sovrano potrebbe salire al trono unicamente grazie alla fortuna a lui favorevole. La fortuna quindi è molto più importante della virtù propria di ogni uomo.

XXXII - L'ambizione

Guicciardini divide l'ambizione in negativa e positiva. Negativa quando, per realizzare i propri progetti chi detiene il potere non si fa scrupolo di calpestare i valori fondamentali dell'uomo (la coscienza, l'onore, l'umanità).

XXXVI, XXXVII - Le relazioni sociali

L'uomo nelle relazioni politiche-sociali deve sapersi porre: la dissimulazione e la menzogna possono servire come strumento utile alla realizzazione dei propri scopi.

XLIV - L'essere e l'apparire

La famiglia deve saper educare il proprio figlio e dargli una buona morale.

LX, LXI - Le "Varie nature degli uomini"

Guicciardini avverte l'estrema complessità del reale e l'impossibilità dell'uomo di dominarlo pienamente, di imprimervi il suggello della propria razionalità; e avverte inoltre l'estrema precarietà del nostro vivere.

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