Ominide 724 punti

La produzione letteraria di Guicciardini si caratterizza da una prima fase dove il poeta fu impegnato a scrivere opere autobiografiche, possiamo citare: "Memorie di famiglia" e "Ricordanze". Nell'opera "Memorie di famiglia", Guicciardini traccia tratti dei propri familiari, impegnati nella vita politica di Firenze, mentre nell'opera "Ricordanze", Guicciardini narra su se, della sua educazione, dando la sensazione di voler scrivere una sorta di curriculum professionale che legittimasse le sue ambizioni politico-diplomatiche. Successivamente la sua posizione su sofferma su argomento di natura politica, così come si evince nella sua opera "Considerazioni sui discorsi di Machiavelli", in sui si manifesta la sua concezione politica opposta a quella di Machiavelli.
In particolare due sono i punti su cui Guicciardini critica Machiavelli: la storia intesa come lezione utilizzabile in ogni tempo; il riferirsi alla storia romana come esempio di virtù. Guicciardini, quindi, fa riferimento ai contrasti tra plebe e il denaro romano, ritenendo che se gli ordinamenti della Roma di quel tempo avessero funzionato, i contrasti civili potevano essere evitati. Inoltre Guicciardini scrisse le "Storie fiorentine", dove analizza i principali fatti storici che hanno interessato Firenze tra la fine del 1300 e gli inizi del 1500. Lo scrittore dimostra come le sventure di Firenze siano dipese da una politica inadeguata. Tra le altre opere politiche del poeta ricordiamo "La storia d'Italia", la quale opera risale agli ultimi anni della sua vita, in cui l'autore narra gli avvenimenti italiani, dalla morte di Lorenzo il magnifico in poi.

Registrati via email