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-Il Pensiero Leopardiano-

Il pensiero leopardiano si può cogliere e riassumere leggendo lo Zibaldone, suo diario personale, dove raccoglieva tutti i suoi pensieri e riflessioni; è scritto in prosa.
Al centro del pensiero di Leopardi si pone un motivo pessimistico, ossia l’infelicità dell’uomo.
Per lui la felicità corrisponde al piacere, materiale e sensibile, che sia infinito, sia per estensione che per durata; ma i piaceri di cui può godere l’uomo non sono infiniti, da cui nasce quindi la sua infelicità.
Però la Natura, definita ‘Benigna’ inizialmente da Leopardi, ha dato un rimedio all’uomo per questa sua infelicità: l’immaginazione e le illusioni.
Leopardi identifica due stadi del pessimismo: il Pessimismo Storico e il Pessimismo Cosmico.
Nel Pessimismo Storico, Leopardi afferma che l’uomo è costretto a soffrire tutta la vita, perché si è allontanato dalla via tracciata dalla Natura Benigna; infatti gli uomini antichi erano in un buon rapporto con la Natura e vivevano una vita semplice, basata principalmente su pochi valori, come la guerra, la patria e l’amore.

Con il progresso della civiltà e della ragione finiscono le illusioni e gli uomini non sono più in grado di illudersi ed immaginare e, quindi, si allontanano dalla Natura, poiché attraverso la ragione colgono maggiormente la propria infelicità.
Nel Pessimismo Cosmico, Leopardi introduce il concetto di Natura Maligna, poiché viene vista come un meccanismo crudele, che fa soffrire e distruggere gli esseri viventi, cosa necessaria per il processo di conservazione della specie.
Qui egli afferma che sia gli antichi che i moderni sono stati sottoposti alla sua malvagità fin dalla loro nascita, non solo gli uomini moderni.
Conclude affermando che la causa dell’infelicità dell’uomo è esclusivamente la Natura.

Prima di morire scrisse ‘La Ginestra’ (fiore giallo trovato sul Vesuvio), dove lui afferma di non avere più speranza e evidenzia come l’uomo debba andare contro la natura, ribellandosi; nascerebbe così quell’uomo eroico che si ribella alla natura, così come la ginestra resiste in un ambiente inospitale.
Qui si denota il ‘Pessimismo Eroico’, dove alla fine lui spera che gli altri (gli ‘eroi’) possano ribellarsi alla natura.

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