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Lo Zibaldone

Giacomo Leopardi

Lo ZIBALDONE DI PENSIERI.
Un diario del pensiero

A 19 anni, nell’estate del 1817, Leopardi inizia a depositare le proprie riflessioni in un quaderno che forma il primo nucleo dello Zibaldone di pensieri. Il titolo (“mescolanza confusa e senza criterio” di notizie, appunti, pensieri) allude alla varietà disordinata dei temi affrontati e al carattere frammentario e provvisorio della scrittura.
Lo Zibaldone, che arriva a contare 4526 pagine, aveva un precedente: Leopardi trae ispirazione da un erudito settecentesco, Ludovico Antonio Muratori, che teneva dei taccuini su cui fissare idee, riflessioni, notizie.
Nella prima parte dello Zibaldone, la cui fisionomia si trasforma da insieme di informazioni letterarie a vero e proprio diario di vita e di lavoro, contiene appunti di ogni genere. Fino al 1827 è il luogo di raccolta e di approfondimento dell’ideologia leopardiana.

Da questo anno il poeta gli attribuisce un’indicizzazione, individuando percorsi tematici sotto cui riunire le sue informazioni (per esempio sulla natura, sulla noia, su Petrarca). Con questo sistema la raccolta dei suoi appunti continua fino al dicembre 1832. Lo Zibaldone, opera in prosa, fu pubblicato postumo tra il 1898 e il 1900 a cura di Giosuè Carducci.

L’importanza dello Zibaldone consta nel fatto che, essendo un immenso e disordinato laboratorio intellettuale, raccoglie le riflessioni e gli appunti che servono a Leopardi per ricordare (ad esempio per tenere a mente una lettura). Ciò che oggi è giunto dell’opera è l’evoluzione della riflessione filosofica del poeta. Nello Zibaldone egli scrive per sé stesso, per chiarire il suo pensiero. A differenza delle prose destinate al pubblico, lo Zibaldone ha la dimensione del non-finito, scandita dalle abbreviazioni e dalla disposizione disorganica degli appunti.

Lo Zibaldone può essere letto in tre modi:
MODO STRUMENTALE: come elaborazione di motivi filosofici destinati a confluire nelle opere poetiche;

MODO TEMATICO: consente di seguire l’evoluzione del pensiero di Leopardi per temi;

MODO AUTONOMO: come semplice diario di vita e di pensiero.
Lo Zibaldone è una prosa semplice e diretta. Lo stile è immediato, vario, sciolto e non elaboratissimo (tipico degli appunti).

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