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Commento de “A Silvia”

Il poeta parla di una ragazza, Silvia, che in realtà si chiama Teresa Fattorini, Silvia è il simbolo dell’adolescenza di Leopardi che lui non ha mai potuto avere e gli dice che nei suoi occhi erano pieni di vivacità e di gioia. Per e sue stanze si sentiva il rumore del telaio e della fatata voce cantante di Silvia. Il poeta ripensa quando veniva la dolce primavera con i suoi profumi, lui trascorreva le sue giornate sui libri adorati e ogni tanto si appostava alla finestra guardando il meraviglioso paesaggio, il mare, l’erba e il dolce profumo dell'ebrezza e si rammaricava di non riuscire a descrivere la sua inebriante sensazione. Afferma che la natura è la responsabile delle sofferenze dei giovani perché promette loro sogni e speranze che poi non mantiene. Ad un tratto, però, Silvia muore e la morte della giovincella per Leopardi corrisponde alla fine delle sue illusioni, alla fine delle sue speranze, la fine di una vita ancora molto giovane che non potrà mai parlare né d’amore né delle sue inebrianti sensazioni che dona.

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