Ominide 162 punti

“A se stesso” di G. Leopardi

Questo breve componimento, presumibilmente scritto nel 1853 a Napoli, appartiene al Ciclo di Aspasia, versi rivolti ad un amore sfortunato e non contraccambiato per Fanny Targioni Tozzetti (difatti Aspasia è lo pseudonimo che Leopardi dà alla donna). Se ne Il pensiero dominante, il componimento che precede la poesia che si sta analizzando, Leopardi parlava di un amore lieto e e vitale, che pervadeva il suo essere, dando un senso nuovo alla sua vita, in A se stesso egli mostra il lato negativo e nefasto dell’illusione amorosa: il fatto che, essendo appunto un’illusione, sia destinata a terminare a contatto con la realtà. Un’illusione effimera (e l’infinità vanità del tutto v.16) che lo porta ad una rassegnazione assoluta nei confronti della natura, rimproverando il suo cuore di essersi lasciato illudere.


Il testo si presenta in un’unica strofa di sedici versi, metricamente identici, in endecasillabi e settenari liberamente alternati e rimati. Il linguaggio è sobrio e pregnante , “parole essenziali e definitive” (Fubini-Bigi), come se dovessero giungere direttamente al cuore del lettore e commuoverlo, se non addirittura allertarlo della pericolosità dell’amore, e i versi sono spogli. Nonostante la metrica sciolta, Leopardi non si sfoga in modo incontrollato, bensì segue una precisa scelta stilistica. Lo stile è paratattico.


Quest’opera è caratterizzata dall’ uso del climax ascendente, infatti può essere divisa in sequenze che vanno dal v. 1 (Or poserai per sempre) al v. 5, dal v. 6 (Posa per sempre) al v. 10 e dal v. 11 (T’acqueta omai) al v. 16. Il motivo che accomuna l’inizio di ogni sequenza è il riposo del cuore del poeta, che rimanda al tema dell’abbandono di ogni illusione, di ogni speranza, sempre maggior forza, sottolineando la disperazione del poeta data dalla consapevolezza che non amerà mai più.
Vi è un buon numero di enjambement; fanno eccezione solo v.1, v.4 e v.16.
Importante è anche il soggetivismo, evidenziato dall’ io (v.3) e, soprattutto, dal titolo stesso della poesia. Con questo il poeta vuole evidenziare che la coscienza di sé è portata al massimo della sua eroica tensione.

Registrati via email