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I canti

Le edizioni e la struttura
La prima edizione, stampata a Firenze nel 1831 è dedicata agli “amici fiorentini”, e contiene 23 testi.
La seconda ne contiene 39 e viene pubblicata a Napoli nel 1835.
Dopo la morte del poeta, sulla base di appunti e correzioni di Leopardi, Ranieri ne cura la raccolta definitiva, con 41 testi.
Le liriche sono divise in base all’ordine cronologico (dal 1817 al 1836) e in base al genere (canzoni, idilli).

Sono suddivisi in:
1. Canzoni civili e filosofiche
La raccolta si apre con le Canzoni civili e filosofiche, dove il poeta esalta le età antiche e condanna l’epoca presente. Il linguaggio è classicheggiante, ricco di espressioni letterarie.
Troviamo: All’Italia, Sopra il monumento di Dante, Ad Angelo Mai, Bruto minore, Ultimo canto di Saffo.
2. Primi Idilli e Piccoli Idilli

Leopardi si dedica a temi più personali per la ricerca di un nuovo stile. E’ presente il pessimismo individuale.
Troviamo: L’Infinito, Alla luna, La sera del dì di festa, Il sogno, La vita solitaria.
3. Grandi Idilli
Vengono composti a Recanati, tranne i primi due, e rappresentano la manifestazione del pessimismo cosmico.
Troviamo: A Silvia, Le ricordanze, La quiete dopo la tempesta, Il sabato del villaggio, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia.
4. Ciclo di Aspasia e poesie satiriche
L’ultima fase si conclude con il messaggio di solidarietà della Ginestra.
Troviamo: Il pensiero dominante, A se stesso, Il tramonto della luna.

Le operette morali
E’ una raccolta di dialoghi filosofici e prose satiriche composti tra il 1824 e il 1832.
Leopardi diede voce al sistema filosofico che aveva elaborato, in particolare nello Zibaldone e nei componimenti in versi. Il tema centrale dei 24 testi è il pessimismo cosmico.

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