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Il pessimismo di Giacomo Leopardi

Nasce nel 1798,l'anno successivo a trattato di Campoformio e muore nel 1837, Anno dell'ultima edizione di promessi sposi. La vita e del suo pensiero sono divisi in settori.
Ha una formazione romantica e neoclassica. Nel 1823 il suo pensiero raggiunge la maturità. E il figlio di un nobile possidente terriero, della nobiltà decaduta. La sua formazione fu conservatrice e lui è reazionario: Rifiutava il nozionismo della rivoluzione francese e rifiutava il triennio giacobino. In famiglia la madre si occupa dell'economia familiare e non si cura dei figli. Lui aveva un legame affettivo ed intellettuale con Pietro Giordani.

A 10 anni avvia i “7 anni di studio matto e disperatissimo” le cui esperienze sono raccolte nel diario “zibaldone”. In questo periodo studia latino greco ed ebraico.
Nel 1813 inizia a scrivere dei trattati: “storia dell’astronomia" e “studio sugli errori popolari degli antichi”.

Riuscirà a tradurre i classici greci e latini.
Tutta salita influenzale pessimismo, proveniente dal fatto che l'uomo ricerca il piacere che non potrà trovare mai.

La prima fase È quella del pessimismo soggettivo:
Va dal 1813 al 1815: il suo periodo di erudizione. In questa fase cerca di capire chi è il responsabile del suo pessimismo, se solo lui lo è e perché. Acquisisce quindi una una formazione con una cultura arcaica ed accademica. Nel 1816 subisce una conversione dall’erudizione al bello, cioè alla lettura di autori moderni. Questa apertura mi permette di conoscere M.me de Staël e Pietro Giordani, conoscendo le sue idee democratiche.

Poi si passa ad una fase di pessimismo storico, In cui la natura è benigna. Dal 1816 al 1821. Questo pessimismo storico perché appartiene a tutti gli uomini tutte le epoche.
Natura: alla natura dispiace che le sue creature siano tristi e le illude con l'immaginazione e la fantasia, offuscandone l'infelicità. La condizione di assoluta felicità si trova nell'uomo primitivo, È l'essere più vicino allo primitivo è il bambino. Quindi ora l'infelicità è colpa dell'uomo perché non si accontenta delle illusioni che la natura gli fornisce. In questo periodo ancora si trova in corrispondenza con Giordani inizia a sentire le ristrettezze di Recanati e infatti a 18 anni inizia a non accettare questo borgo.
1818: sviluppa un atteggiamento romantico, Il titanismo, Cioè la voglia di superare questo suo disagio. Quindi…
1819: tenta di scappare a Roma, Ma fu bloccato dai genitori. Questa cosa li provoca una crisi profonda che lo porta tornare dal bello al vero.

Nel 1822 arrivare a Roma grazie anche a qualche amico ma vede che si era immaginato tutto: L'ambiente è conservatore, C'è la chiesa, E non c'è la vitalità intellettuale che pensava. Subisce una forte disillusione.
Nel 1823 torna Recanati E subisce una fase di forte pessimismo che lo porta ad una svolta poetica: Raccoglie alcune memorie nello zibaldone e scrive gli idilli. Fa un importante ulteriore passaggio dal vero all'acerbo vero cioè la bandiera della poesia e attenzione alla prosa almeno fino a 28. E poi con la stesura del dialogo sulla natura e un islandese che subisce una svolta nella visione della natura: diventa distorta o maligna.


C'è un passaggio in cui la natura prima di diventare maligna, diventa benigna ma accompagnata da un fato maligno.

Ora si arriva ad una fase di pessimismo cosmico: La sua crisi si risolve in questa fase in cui vede la natura come un'entità maligna: non mira al bene degli individui ma alla conservazione di se stessa e delle specie viventi, per cui è ammesso il sacrificio del singolo e il bene del cosmo. Il male e il dolore è nel piano di natura. Ti pessimismo cosmico poiché coinvolge tutto e tutti, E qualsiasi sforzo è inutile.

Mentre sembra che nella sua vita si contraddice continuamente, In realtà evolve la sua personalità ed il suo pensiero

Ora si passa da una fase di pessimismo eroico che coincide con la fine del soggiorno pisano. Corrisponde alla parte conclusiva della sua vita in cui torna a Recanati e viaggerà poi a Napoli, Dove scrive la ginestra e muore. Questo pessimismo eroico poiché ipotizza che l'uomo può uscire dal negativo se ci si riunisce in una social catena, Quindi prova ribellarsi attraverso dell'unione delle forze.

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