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Le figure del padre e della madre: L’Epistolario diciamo che fa evincere le caratteristiche della complessa personalità di Leopardi. I due temi che predominano nelle sue lettere sono: il senso dell’oppressione e dell’impossibilità della fuga e il progressivo venir meno di ogni speranza a man mano che si peggioravano le sue condizioni di salute. Sono pagine desolate con una letteratura struggente ma c’è sempre in Leopardi una misura dignitosa e l’accettazione del proprio destino. Oltre all’isolamento si aggiungeva la natura del padre chiusa in un etica reazionaria (ovvero di reazione ma intesa non come ribellione ma come contro rivoluzione. Questo termine si fa ad un richiamo storico ovvero alla reazione della Vandea, regione della Francia che reagì alla rivoluzione cioè che si schiera al favore dei regnanti di Francia da una parte più conservativa) aumentata dal un orgoglio velleitario cioè di colui che vuole fare (da velle = volere) che è animato dall’intenzione di fare ma che alla fine non riesce. Persona indubbiamente colta con interessi bibliofili, non fu un interlocutore per il figlio e rifiutò di lasciargli uno spazio autonomo per poter viaggiare lasciando che il figlio patisse il tedio ovvero la noia. Dopo il suo tentativo di fuga nel 1819 Giacomo scrive una lettere al padre nella quale si può individuare una componente della personalità leopardiana ovvero il titanismo, quell’atteggiamento tipico del Romanticismo di ribellione contro ogni tirannide e contro il destino che grava sulla condizione umana.

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