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Leopardi: Dialogo di un folletto e di uno gnomo

Riassunto
È una delle operette morali più felici. Leopardi ironizza sulla folle presunzione degli uomini, i quali credono di essere il centro dell’Universo e il fine del creato. E immagina che essi siano completamente scomparsi dalla faccia della terra. La scoperta viene fatta da un folletto e da uno gnomo che la commentano sarcasticamente. La specie umana ha distrutto se stessa, con le guerre, con i suicidi, con l’ozio; e il sole, la luna, gli astri continuano a compiere il loro percorso come se nulla fosse ac-caduto. Il tono del dialogo è vivace e pieno di vita.
I folletti sono nella mitologia popolare spiritelli erranti per l’aria; gli gnomi, minuscoli esseri che vivono sottoterra e custodiscono i tesori là sepolti. Questi esseri sono immortali: che cosa direbbero se l’umanità si estinguesse e al mondo restassero solo loro?

In folletto è rappresentato come una specie non ancora estinta, che sta indagando sul motivo della temporanea mancanza degli uomini sui suoi territori, ma uno gnomo spiega che in realtà sono tutti morti a causa di guerre, suicidi, ecc... I due cominciano a deridere gli uomini poiché consideravano la natura ed ogni cosa fatta apposta per uso esclusivo della loro specie.

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