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Canti

Giacomo Leopardi

La produzione poetica significativa di leopardi è tutta raccolta nei Canti, con la sola eccezione dei Paralipomeni della Batracomiomachia. I Canti sono stati composti tra il 1816 e il 1837. Essi sono stati presentati in tre edizioni.
Prima di pensare al libro dei Canti, Leopardi pubblicò molte stampe parziali dei testi composti, fra cui Canzoni nel 1824, contenente 10 testi e Versi nel 1826, contenente 9 dei testi poi confluiti nei Canti.
Il titolo unifica i due filoni fondamentali del libro: quello delle canzoni e quello dei testi idillici. Il titolo allude anche al fatto secondo cui per il poeta la poesia (sentimentale) è il “canto dell’anima”.
Nello Zibaldone egli scrive: “ Il solo -genere- che resti ai moderni è il genere lirico, ai moderni non si addice altro genere che la malinconia (poesia sentimentale), ovvero respiro, canto dell’anima”.

Ci sono tre criteri di composizione dei Canti:
CRONOLOGICO
DI GENERE
TEMATICO

La poetica leopardiana viene divisa in tre fasi.
PRIMA FASE: CANZONI CIVILI e IDILLI – 1818-22.
I Canti si aprono con un gruppo di nove canzoni, concluso dalla seconda canzone del suicidio, l’Ultimo canto di Saffo. Tra il 1819 e il 1821 nascono i cinque Idilli: l’Infinito, La sera del dì di festa, Alla luna, Il sogno, La vita solitaria.
Tra le canzoni e gli idilli vi sono: Il primo amore e Il passero solitario, che fanno da cerniera tra i due filoni (canzoni e idilli).

SECONDA FASE: CANTI PISANO-RECANATESI o GRANDI IDILLI – 1828-30.

Dal 1822 al 1828 Leopardi si dedica alla prosa delle Operette morali e compone due testi poetici: Alla sua donna e Al conte Carlo Pepoli. La loro collocazione centrale nella struttura dei Canti serve a mettere in comunicazione la parte più antica delle canzoni e degli idilli a quella successiva dei canti pisano-reacanatesi, fiorentini e napoletani. Nel 1828 ritorna alla poesia e compone, prima a Pisa e poi a Recanati, Il Risorgimento, A Silvia, Le ricordanze, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, La quiete dopo la tempesta, Il sabato del villaggio.

TERZA FASE: 1831-37.
Sono gli anni del rinnovamento poetico leopardiano. Sul piano tematico la produzione di questo periodo si orienta in tre direzioni:
1) amore come passione concreta e vissuta (ciclo di Aspasia);
2) Riflessione filosofica in un’ottica antidealistica e negativa (Canzoni sepolcrali e La ginestra);
3) Intervento ideologico-politico sia per rifiutare i miti moderati del progresso sia per avanzare una personale proposta di solidarietà fondata sulla disillusione (la Palinodia al marchese Gino Capponi e La ginestra).

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