Ominide 116 punti

Giacomo Leopardi

Le opere
Leopardi considerava la poesia un’isola felice nel mare dal dolore al quale è portato l’uomo. Tra la sue opere più importanti troviamo:
- lo Zibaldone: una raccolta di appunti e riflessioni scritte giornalmente in prosa dal 1817 al 1832. Da queste annotazioni prese spunto per molti dei suoi Canti.
- i Pensieri: possono considerarsi una ripresa più completa dello Zibaldone in quanto raccolgono a pieno le idee pessimistiche che caratterizzarono la vita di Leopardi. Vennero pubblicati da Antonio Ranieri dopo la morte dell’amico.
- l’ Epistolario: composto di circa 900 lettere è considerato uno dei più belli capolavori dell’intera letteratura italiana per l’intensità dei sentimenti e la limpidezza espressiva.
- le Operette morali: una raccolta di 24 componimenti risalenti al 1824, dei quali circa 17 sono dialogati. Gli argomenti sono abbastanza vari ma il tema è sempre quello dell’illusione umana e della visione pessimistica del poeta. Il titolo è stato scelto per uno scopo didascalico, quello di insegnare all’uomo l’accettazione del dolore e della debolezza che è in lui. Vennero pubblicate nel 1829, anno in cui Manzoni pubblicò I promessi sposi.

- i Canti: l’unica raccolta, fra quelle elencate, non i prosa, infatti è una raccolta di quarantuno liriche varie per quanto riguarda i temi. Alcune sono di carattere filosofico, altre d’amore, altre ancora per la patria. Leopardi iniziò a scriverli nel 1818 e continuò fino a qualche giorno prima della sua morte, quindi continuò a scriverli durante i suoi viaggi da una città all’altra.
Per quanto riguarda la critica, troviamo note positive da parte del poeta Giosuè Carducci e negative da parte di Niccolò Tommaseo.

Registrati via email