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IL SABATO DEL VILLAGGIO

Introduzione ed accenni di confronto
Scritto subito dopo "La quiete dopo la tempesta" il testo ne riprende il tema trattandolo in modo diverso. Nella "Quiete.." il piacere era rappresentato dalla cessazione del dolore, qui invece viene descritto come l'attesa della felicità.
Nella Quiete dopo la tempesta c'è una visione negativa della natura (ingannatrice), nel "Sabato del villaggio" invece c'è la giovinezza vista come un'età ricca di bisogni e speranze.
All'inizio del canto c'è la successione di quadri di vita paesana ed in particolare del sabato, quando viene fuori una movimentata immagine del villaggio rallegrato da figure che si preparano alla festa.
Leopardi sottolinea la trepidante illusione di felicità dei ragazzi che poi alla fine - l'illusione - è la felicità stessa. Infatti l'unica gioia possibile è l'attesa del sabato, considerato migliore della domenica (considerata "il ritorno alla realtà" e quindi portatrice di disinganno e delusione).

La struttura del testo
L'idillio si compone di due parti:


    - Descrittiva
    - Riflessiva

a prima strofa descrive la vita del borgo al tramonto di un sabato. Le figure sia femminili che maschili si contrappongono in una precisa simmetria.
Le espressioni "vien dalla campagna" e "la dove si perde il giorno" conferiscono un senso di lontananza e indefinitezza.
La seconda strofa allarga l'effetto di vago introducendo rumori lontani, le immagini sono prive di oggettività; tutto è interiorizzato e passato attraverso il filtro della memoria che suscita sensazioni indefinite.
La terza strofa introduce il nucleo tematico, cioè il sabato come il giorno più gradito perché rappresenta l'attesa del piacere mentre la domenica segnerà la fine di ogni illusione e porterà dolore e noia con la ripresa del faticoso lavoro.
La quarta strofa contiene l'invito del poeta al garzoncello scherzoso (il giovane) al godere della fanciullezza perché la felicità risiede proprio nella sua età e non nella maturità.

Conclusione e ultimi accenni di confronto
Il sabato rappresenta quindi il simbolo di tutte le illusioni della vita perché il poeta sa che anche dietro questa attesa ci sarà la delusione della realtà sempre inferiore alle aspettative. Per questo motivo Leopardi si rivolge al Garzoncello Scherzoso, per ammonirlo a godere più che può dell'età fiorita di speranza, senza fretta di crescere per giungere a una realtà in cui le speranze diverranno delusioni.

Entrambe le poesie hanno la stessa struttura: una prima parte descrittiva ed una seconda riflessiva.
Il tema è diverso ma vengono usati gli stessi squarci descrittivi che seguono la poetica del vago e dell'indefinito attraverso: suoni, luci e colori.
Il tema è diverso perché ne "La quiete dopo la tempesta" la seconda parte usa toni polemici, pieni di sarcasmo mentre nel "Sabato.." il tono è pacato e affettuoso.
Leopardi si mostra premuroso verso i giovani ignari delle pene della vita.

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