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Analisi metrica,stilistica e tematica di "Soldati"

SOLDATI

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie

La poesia porta come intestazione il Bosco di Courton, luglio 1918. Ungaretti, come è noto, partì volontario per la Prima guerra mondiale combattendo in prima persona sul Carso. Da questa tragica esperienza nacque la sua prima raccolta "L'allegria" nella quale raccoglie e modifica due precedenti raccolte: "Il porto Sepolto" e "Allegria di Naufragi". La poesia "Soldati" fu scritta dunque sul fronte, "tra un pericolo, tra un tiro e l'altro", come egli stesso spiega nell'intervista rilasciata nel 1961 alla Rai.
Articolata su quattro versi, è costituita da un'alternanza di quaternari e ternari. Tuttavia si può notare come, sommando i versi a due a due, la poesia sia in realtà formata da due settenari. Questo fatto che potrebbe sembrare una mera casualità in realtà ci porta a riflettere sulla decostruzione del verso ungarettiano. Il poeta, infatti, decompone il verso e lo frammenta, necessita di un linguaggio del tutto nuovo che gli permetta di riportare a galla ciò che è rimasto sepolto nel porto. La sua poesia così si fa eco di un grido ben più forte; la parola (considerata da Ungaretti "impotente") si fa "balbettamento comune e scansione lapidaria e pura" (Zanzotto. La natura epigrammatica della poesia vede l'assenza di una rima e una forte presenza dell'allitterazione. La consonante s in si - sta - sugli. Il nesso consonantico gl in sugli - foglie.

Il titolo diventa parte integrante del componimento: senza di esso sarebbe difficile per il lettore capire chi è il soggetto interessato.
Si conoscono due varianti della poesia: oltre a quella sopra riportata del 1942, ne possediamo un'altra che risale ad "Allegria di Naufragi" del 1919.

Si sta
come d'autunno
sugli alberi
le foglie

Come sarà facile notare, in realtà l'unica variante è data dallo spostamento come come. Questo fa sì che, come ben dice il critico De Robertis, "precipiti quella illusiva idea di stabilità nella rapina della similitudine". Infatti, l'aver mutato la posizione del come aumenta la forza sintattica della similitudine ed insieme la potenza espressionistica della foglia che è in procinto di staccarsi dall'albero. Oltre alla prima stesura della poesia del 1919, si conosce una versione in francese di Soldati, nota con il nome di "Militaires" ed edita sul volume in lingua francese del 1919 "La guerre".

Militaires

Nous sommes telle en automne sur l'arbre
la fueille.

A differenza della versione italiana, ci si rende subito conto di come la poesia sia stavolta strutturata su due unici versi di cui il primo è un endecasillabo. Al tempo stesso, così Ungaretti enfatizza il ruolo giocato dalla foglia che non solo diventa protagonista assoluta della composizione, ma al tempo stesso l'emblema della più totale solitudine. Da notare inoltre come a differenza del "si sta" impersonale italiano, Ungaretti abbia qui preferito la prima persona plurale. Inoltre mentre in italiano avevano la pluralità degli alberi e delle foglie, in "Militaires" si ha il singolo albero e la singola foglia.
In entrambi i casi forte il contrasto tra l'io e l'umanità, tra il singolo destino e quello comune a chiunque. Un tema simile è riscontrabile anche in altre poesie dell'autore, basti citare "Fratelli" in cui ritorna non solo il tema della foglia ma anche quello della fragilità dell'uomo.

Il soldato, infatti, viene paragonato a una foglia che in inverno necessariamente dovrà vagare nell'aria spinta da una forza come quella del vento per poi perire a terra. La foglia rigogliosa e verdeggiante in estate, diventa bruna e spenta d'inverno. I combattenti sul fronte potevano d'un momento all'altro cadere sotto il colpo straniero, costantemente erano sotto pericolo e rischiavano di morire. Questa similitudine è ben antica e consolidata nella storia di tutta la letteratura occidentale, da Omero a Mimnermo, da Virgilio a Dante, da Rilke a Verlaine, da Leopardi a Saba. La stessa tematica è stata anche utilizzata da un autore, quasi sconosciuto, di origine molisana, Luigi Antonio Trofa che sul Fronte dell'Isonzo nell'agosto 1916 scrive:

Steme comm'a la fronne sotto vierne:
Ze reie e nen ze reie 'mbacce a la chiante.

(Trad. in italiano: Stiamo come la foglia sotto inverno/ si regge e non si regge sulla pianta)

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