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Il porto sepolto (Giuseppe Ungaretti)

da L’allegria

Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde

Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d’inesauribile segreto

Ungaretti, nato ad Alessandria d’Egitto, apprende la leggenda di un antico porto sommerso, precedente alla fondazione della città. Questo porto sepolto rappresenta, per lui, l’essenza della poesia, il suo mistero nascosto, la fonte del miracolo e il mito da cui trae origine. “Vi arriva il poeta” - al porto - (v. 1) in una sorta di immersione rituale e purificatrice nelle acque primigenie, “e poi torna alla luce” della superficie (v. 2), come risorgesse, “con i suoi canti”. L’immagine, profondamente simbolica, si riferisce alla poesia, che strappata alle profondità del mare viene sparsa dal poeta nell’atmosfera luminosa della terra (“e li disperde”). Poi resta “quel nulla / d’inesauribile segreto” (vv. 6-7), ossia il “mare” in cui i poeti usano naufragare, tra una dimensione materiale ed una immateriale dell’esistenza. Il “naufragio” è per Ungaretti il procedimento dell’analogia, mentre il “nulla” inesauribile è la condizione essenziale della poesia che egli cerca di sondare ricercando una “parola” che ne sfiori il “segreto”.

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