Home Invia e guadagna
Registrati
 

Password dimenticata?

Registrati ora.

Ungaretti, Giuseppe - La madre

Testo e commento della lirica scritta da Ungaretti nel 1930, tratta dalla raccolta "Sentimento del tempo"

E io lo dico a Skuola.net
Ungaretti, Giuseppe - La madre

E il cuore quando d'un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d'ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m'avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d'avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro


Commento

Nei versi di questa bellissima poesia viene espresso, con un`amorevole sobrieta di toni, il dramma intimo e sofferto di una madre che aspetta il figlio alle soglie dell`eternita per vederlo redento con la sua preghiera. Al centro della poesia e` pertanto la figura della madre, umile e forte, che assurge ad emblema di un amore che va oltre alla morte, sublimandosi in sentimento religioso. La madre morta diviene, nella visione di Ungaretti, un simbolo, una categoria eterna della pieta materna che conduce per mano il figlio morto davanti al Signore, per fargli ottenere l`assoluzione, gettandosi in ginocchio davanti a Lui, pregando risoluta e invocando il perdono. Esolo quando Dio glielo avra accordato,guardera in volto il proprio figlio.
Contenuti correlati
Oppure registrati per copiare