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Sentimento del tempo (1933) Ungaretti


Nella raccolta di liriche Sentimento del tempo (pubblicata per la prima volta nel 1933, ma oggetto di nuove edizioni nel 1936 e nel 1942) il tema della guerra lascia spazio a meditazioni di carattere generale : la percezione dello scorrere rapido del tempo (da cui appunto deriva il titolo ), lo sgomento dell'attesa della morte , la solitudine dell'uomo di fronte al dolore , la pietà per tutti gli esseri umani, il recupero della fede cristiana. La poesia di Ungaretti non è più frutto di folgorazione immediata sull'attimo: nasce da una riflessione meditata, da un uso della lirica come strumento di rivelazione dell'uomo a se stesso, ricerca del senso misterioso e religioso della vita dietro il muro d'ombra delle effimere apparenze del mondo. Il ritmo poetico frammentario e il linguaggio scarno de L'allegria vengono sostituiti da un andamento ben più ampio e disteso, grazie al recupero del verso tradizionale (soprattutto endecasillabo e settenario) e della punteggiatura. La costruzione sintattica si fa più complessa, il significato dei versi è sovente difficile da interpretare , le analogie diventavano più oscure : non a caso la raccolta fu subito identificato come modello fondamentale dell'Ermetismo. Leggendo una delle poesie riportate in questa raccolta si potrebbe intravedere che il tempo concesso all'uomo sulla terra deve inevitabilmente finire.

Un giorno, dunque, l'anima del poeta si troverà di fronte a Dio: sua madre sarà ad attenderlo e, con l'umile e irremovibile fermezza che soltanto le madri sanno avere quando si tratta di difendere i loro figli, ella intercederà per
lui presso Dio. Soltanto quando sarà certa di avergli garantito il perdono divino,. si volgerà a guardare il figlio amato , ritornato puro e innocente come quand'era bambino.


La madre - da sentimento del tempo (1933) Ungaretti
E il cuore quando d’un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d’ombra
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all’Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.
Alzerai tremante la vecchie braccia,
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.
E solo quando m’avrà perdonato,
Ti verrà il desiderio di guardarmi.
Ricorderai d’avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro.

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