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Ungaretti ed il futurismo

Ricorderemo che Ungaretti aderì al Fascismo ed al Futurismo ed in questo presenta dei punti di contatto con un altro grande futurista, Apollinaire, conosciuto negli anni trascorsi a Parigi, nell’ambiente legato alla rivista “Lacerba”. Di lui Ungaretti ebbe a dire: Apollinaire sente giunto il momento di comporre il lungo dissidio della tradizione e dell’invenzione, dell’ordine e dell’avventura…
· Entrambi dimostrano, al contrario di ogni presupposto futurista, che non si può fare poesia senza la tradizione.
· Le loro poesie presentano il verso spezzato e una concentrazione massima sulla singola parola; come esempio, può essere letta in Il pleut di Apollinaire e metterla a confronto, dal punto di vista metrico, sintattico e ritmico con una poesia di Ungaretti. entrambi i componimenti costringono il lettore a fermarsi ad ogni parola, a spezzare la voce sul singolo verso.
· Infine, può essere letto il “Manifesto del Futurismo” dove Marinetti proclama la necessità delle parole in libertà, sostenendo che solo il poeta che usa le parole slegate l'una dall'altra può penetrare nell'essenza della materia. E, da queste parole di Marinetti, possono essere fatte delle riflessioni concernenti il modo di poetare di Ungaretti : il suo verso è frantumato, finalizzato ad isolare e a far risaltare la singola parola ; ogni parola in Ungaretti è, come abbiamo visto, il risultato di una lunga ricerca nell'abisso : il poeta è un po' un palombaro, teso a portare alla luce la verità segreta delle cose (appunto, il porto sepolto).

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