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Ungaretti

Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1888 da genitori panettieri toscani. Cresce in ambienti ricchi di religione mussulmana, nonostante fu per parte della sua vita ateo convinto. Si trasferisce a Parigi dove frequenta l’università e gli ambienti dell’avanguardia letteraria e artistica. Nel 1915 è chiamato in guerra, e come tanti altri ragazzi è entusiasta di questo. Combatte sul Carso e sul fronte francese. L’orrore della guerra lo porta a scrivere il Porto sepolto e l’Allegria di Naufragi e a riavvicinarsi alla religione.
Si trasferisce a Roma dove lavora come giornalista e pubblica Sentimento del tempo.
Si trasferisce a San Paolo in Brasile ma qualche anno dopo ritorna a Roma dove incomincia ad insegnare Letteratura italiana contemporanea all’università. Ungaretti si dedica alla traduzione dell’Odissea e altre opere dal greco antico. Esce la raccolta Il dolore, ispirata alla morte del figlio. Il poeta muore a Milano nel 1970.

La poetica

Ungaretti influenzerà le opere letterarie successive in modo massiccio, prenderanno particolarmente spunto da Sentimento del tempo. La prima fase della sua produzione era di carattere originale e rivoluzionario, la seconda fase della sua produzione, post prima guerra mondiale, invece è più classicista e tradizionalista.
La prima parte è caratterizzata dalla raccolta L’allegria. Nelle poesie dell’Allegria Ungaretti rinuncia alla punteggiatura e compone versi per lo più brevissimi, o addirittura compone versi di una parola.
Dal punto di vista tematico L’Allegria ruota attorno all’esperienza autobiografica della guerra. A contatto con l’esperienza tragica della guerra Ungaretti ricerca il perché di quella condizione umana, e lo ritrova in un dialogo con la natura e nel sentimento di solidarietà tra i soldati. Cerca di reagire al proprio dolore tramite la poesia.
In contrapposizione con l’Allegria vi è la raccolta successiva, Sentimento del tempo. E’ caratterizzata dall’allontanamento dal vissuto e dalla ricerca di una poesia pura, stilizzata e astratta. E’ ispirata a Petrarca e Leopardi. Rintroduce la punteggiatura e la metrica tradizionale. Importante è il principio simbolistico delle correspondaces, grazie alla quale mette in primo piano le associazioni tra elementi e sentimenti.

L’allegria

L’allegria è una raccolta di poesie scritte nel periodo dal 1914 al 1919. Prima di chiamarsi L’Allegria prese il nome di Porto sepolto e Allegria di naufragi.
La raccolta è divisa in cinque sezioni: Ultime, Il porto sepolto, Naufragi, Girovago e Prime. Le tematiche sono:
  • 1. La guerra
    2. Lo sradicamento
    3. La ricerca d’identità
    4. Il rapporto con la natura
    5. Il potere della parola poetica

Il versi sono liberi e in genere brevi e brevissimi. Abolisce la rima, i nessi sintattici e la punteggiatura. Il carattere autobiografico e la testimonianza diretta dell’autore sono sottolineati dalla presenza del presente indicativo e dalla prima persona singolare del verso.
Numerose sono anche le analogie, tra il poeta e oggetti lontani e diversi dal contesto, poiché cerca di connettere immagini imprevedibili con sentimenti e sensazioni comuni.
Nell’Allegria la poetica Ungarettiana è sospesa tra l’Espressionismo e il simbolismo. I vocaboli infatti presentano un alone di indefinitezza e mistero ma al tempo stesso presentano una potentissima espressività.
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