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La Madre di Giuseppe Ungaretti

Testo

E il cuore quando d'un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d'ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m'avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d'avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro


Parafrasi

E quando il cuore avrà fatto cadere il muro d'ombra di un ultimo battito per condurmi, o madre, fino al Signore, allora tu mi darai la mano come una volta. Sarai una fervida e decisa credente in ginocchio davanti all'Eterno, come Egli ti vedeva già quando eri in vita. Alzerai tremante le vecchie braccia, come quando spirasti dicendo:" Mio Dio eccomi ". E solo quando mi avrà perdonato, avrai desiderio di guardarmi. Ricorderai di avermi atteso tanto, e avrai negli occhi un rapido sospiro.

Figure retoriche

La poesia si apre con due figure retoriche, una dell'ordine, il chiasmo, e una del significato, l'analogia.
Le parole dei primi due versi : "E il cuore quando d'un ultimo battito \ avrà fatto cadere il muro d'ombra", possono essere infatti suddivise in due gruppi logici. Il primo gruppo è costituito dai complementi legati al sostantivo cuore: "il cuore", "d'un ultimo battito", " il muro d'ombra". Il secondo gruppo è invece costituito dal verbo "avrà fatto cadere" e dalla congiunzione "quando" legata ad esso.
Gli elementi che compongono questi due gruppi logici sono incrociati in alternanza tra di loro, creando così la tipica figura del chiasmo.
"L'ultimo battito del cuore" rappresenta inoltre una perifrasi che sostituisce il sostantivo morte e che crea con "il muro d'ombra" una analogia. Il poeta infatti presenta "l'ultimo battito del cuore", cioè la morte, come un "muro d'ombra", cioè come una barriera oscura. Per il poeta, cioè, la morte rappresenta la barriera, il punto di passaggio oscuro e misterioso tra la vita terrena e quella ultraterrena a fianco del Signore.

Nel IV verso, "come una volta mi darai la mano", il poeta parla per la prima volta della madre, dicendo che essa gli darà come una volta la mano, cioè esprime grande fiducia in lei, che come una volta gli era guida nella vita terrena, ora ancora una volta gli sarà guida, nella vita ultraterrena.
Nella strofa successiva il poeta descrive la grande religiosità della madre, paragonandola, nella figura retorica della metafora, ad una statua, cioè ad una credente fervida e decisa : "sarai una statua davanti all'Eterno" (v 6).
Viene poi espressa la sua fiducia in Dio, poichè ella alzerà verso di lui le sue braccia, così come fece in punto di morte, affidandosi a lui : "Alzerai tremante le vecchie braccia, \ come quando spirasti dicendo :" Mio Dio eccomi" (vv 9/11).
Nei versi che seguono, il poeta esprime ancora una volta il fervore religioso della madre, tale per cui solo dopo che lui avrà ricevuto il perdono di Dio, la donna vorrà guardarlo: "E solo quando m'avrà perdonato/ ti verrà desiderio di guardarmi" (vv12/13).
Questa caratteristica della madre risalta ancora di più grazie all' affermazione del verso seguente, nella quale è detto che la madre lo aveva atteso tanto.
La poesia si conclude infine con una sinestesia: "e avrà negli occhi un rapido sospiro" (v 15), poichè alla vista, gli occhi, viene associato il respiro, "un rapido sospiro".

Parole chiave

E il cuore … d’ombra: e quando il cuore, con il suo ultimo battito, avrà fatto cadere l’ostacolo terreno che impedisce ai viventi la visione del mondo ultraterreno.
Come una volta: come al tempo dell’infanzia del poeta.
Decisa: risoluta nel chiedere il perdono di Dio per il figlio.
Sarai una statua: rimarrai immobile come una statua ad attendere il giudizio celeste.
Come già ti vedevo: nello stesso atteggiamento che il poeta assume in vita quando si ricoglieva in preghiera.
Mio Dio, eccomi: l’ansia che la madre prova per la salvezza del figlio è la stessa da lei provata per la propria salvezza, in punto di morte, secondo quella capacità delle madri di immedesimarsi nella sorte dei loro figli.

Lessico

Questa poesia appartiene alla seconda fase compositiva del poeta, durante la quale vengono recuperate varie caratteristiche della poesia classica, poichè, a differenza della prima fase, ricompare la punteggiatura, mentre i versi diventano più lunghi e la parola non è più valorizzata come in precedenza. I versi presentano un'alternanza di endecasillabi (dieci) e settenari (cinque), suddivisi in cinque strofe di diversa lunghezza: di quattro versi le prime due, di tre versi, la centrale, di fue versi le due conclusive. Le strofe prima, quarta e ultima sono quelle in cui il poeta parla di sé, mentre le altre sono quelle in cui parla della madre. La struttura del testo è calibrata e simmetrica: ad ogni strofa corrisponde un’unità sintattica e le anafore (come... come... come...; quando... quando...) scandiscono il ritmo della lirica, che appare così molto ordinata.

Pensiero di Ungaretti

Ungaretti sottolinea la caducità dell’uomo rispetto alla sua vita e alle cose terrene. Ritrova il senso di eterno attraverso la rivelazione di Dio nel cristianesimo. Secondo i valori di fede l’anello di congiunzione tra sé e Dio, ovvero tra l’uomo e il creatore è la figura materna, la quale con l’illimitato senso di amore ricalca lo stesso amore di Dio per l’uomo. Le parole diventano essenza delle radici umane e di quanto di bello è originato dal Creatore. La pietà della madre ripercorre simbolicamente la pietà di Dio per l’umanità.

Interpretazione

La madre assume l’immagine di una donna forte nella sua fede, profondamente religiosa, e tramite fra il figlio e Dio, quasi come era stata Beatrice per Dante. Ma la madre del poeta non è una giovane fanciulla amata e idealizzata: è colei che dava la mano al bimbo quando era piccolo e che continua a prenderlo per mano ora che è vecchio. La sua figura emana forza, decisione e una grandissima fede: inginocchiata davanti a Dio con la perseveranza della preghiera, ora, dopo la morte, come prima. Eppure questa donna è vecchia, le sue braccia sono tremanti, e il suo sospiro è umanissimo: sospiro di soddisfazione e di sollievo.

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