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Testo

E il cuore quando d’un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d’ombra,
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua di fronte all’Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.
Alzerai tremante le vecchie braccia,
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.
E solo quando m’avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.
Ricorderai d’avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro.


Analisi

E’ una poesia in versi liberi (in prevalenza endecasillabi).
La lirica è stata composta a breve distanza dalla morte della madre. Ungaretti immagina il momento in cui rivedrà la figura materna al cospetto del Signore.

E il cuore…d’ombra: costruisci e intendi: e quando il cuore, con il suo ultimo battito, avrà fatto cadere l’ostacolo terreno che impedisce si viventi la visione del mondo ultraterreno.
Come una volta: come al tempo dell’infanzia del poeta.
Decisa: risoluta nel chiedere il perdono di Dio per il figlio.
Sarai una statua: rimarrai immobile come una statua ad attendere il giudizio celeste.
Come già ti vedevo: nello stesso atteggiamento che il poeta assume in vita quando si ricoglieva in preghiera.
Mio Dio, eccomi: l’ansia che la madre prova per la salvezza del figlio è la stessa da lei provata per la propria salvezza, in punto di morte, secondo quella capacità delle madri di immedesimarsi nella sorte dei loro figli.
Un rapido sospiro: un sospiro che indica la fine dell’ansiosa attesa e il sollievo di sapere salvo purificato il figlio, ricongiunto a lei per sempre.

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