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Ungaretti, Giuseppe - Sono una creatura (4)

Testo ed analisi della poesia che parla di una guerra che coinvolge l’animo del poeta. Egli è una creatura, un essere vivente che però il dramma della guerra ha trasformato in materia fredda

E io lo dico a Skuola.net
Ungaretti, Giuseppe - Sono una creatura
(Valloncello di Cima Quattro, 5 agosto 1916)


Come questa pietra
del S. Michele
così fredda
così dura
così prosciugata
così refrattaria
così totalmente
disanimata

Come questa pietra
e il mio pianto
che non si vede

La morte
si sconta
vivendo




In questa poesia si parla sempre della guerra, ma di una guerra non descritta che coinvolge l’animo del poeta. Egli è una creatura, un essere vivente che però il dramma della guerra ha trasformato in materia fredda e disanimata, tanto che la morte diviene un privilegio, quasi un premio che si conquista dopo avere pagato con le sofferenza durante la vita. Le prime due strofe costituiscono l’avvio alla massima conclusiva attraverso una lunga similitudine (…così…così…) che introduce una serie di aggettivi di crescente intensità. Viene presentata in tal modo, progressivamente, la sua espressione culminante nelle parole “totalmente / disanimata”. Qui, la disposizione in due versi fa intuire una condizione definitiva ed inevitabile solo alla fine della lunga similitudine.
Dopo una pausa, si chiarisce l’altro termine di paragone: il pianto pietrificato del poeta. E’ una pietrificazione che si lega al tema conclusivo della morte, anch’esso espresso in versi distaccati (che letti insieme costituirebbero un novenario ( la-mor-te-si-scon-ta-vi-ven-do ). Ma che proprio dalla loro frantumazione ricavano l’espressività tragica.
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