Giovanni Verga - La vita e le opere

Giovanni Verga è nato a Catania il 2 settembre 1840 e morì il 27 gennaio 1922.

Il Verismo riprende i temi e la poetica del Naturalismo francese.
Gli intellettuali italiani si resero conto dei problemi dell'Italia, in particolare delle regioni meridionali, perció decisero di abbandonare il romanzo storico-sentimentale e dedicarsi a tematiche della realtá sociale italiana.
L'iniziatore del movimento fu Luigi Capuana (1839-1915) che scrisse il primo romanzo diretto verso la nuova poetica, intitolato Giacinta.
Lo scopo di Capuana era la ricerca dell'impersonalitá, ovvero allontanarsi dal punto di vista del romanziere.
I veristi si limitano a riprodurre la realtá e a documentarla, inoltre i protagonisti dei romanzi francesi sono proletariati industriali, mentre quelli italiani sono per lo piú contadini, pastori, pescatori...

Si vuole mettere in risalto le tradizioni, le differenze culturali di ogni regione d'Italia, quindi i veristi cercano di sottolineare il regionalismo.
I principali precursori del movimento furono Federico De Roberto (I Viceré), Marco Pratesi (L'Ereditá), Matilde Serao (Il ventre di Napoli).
Gli ambienti spesso sono quelli piú marginali sia socialmente, sia geograficamente.
Verga, per esempio, scrisse una novella nel 1874, intitolata Nedda, ovvero la protagonista: narra la storia di questa povera raccoglitrice di olive, orfana che vive un amore con Janu che disgraziatamente cade da un albero e muore, cosí la ragazza é costretta a vivere da sola e oltretutto incinta. Per lei inizierá un periodo di emarginazione sociale.
Non é un'opera verista, poiché lo scrittore aggiunge note personali, per esempio "la povera fanciulla".
L'affermazione del Verismo avvenne nel 1877 circa, con il romanzo "L'Assommoir" di Emile Zola (L'Ammazzatoio), opera caratterizzata da un crudo realismo.
Verga, a differenza di altri, nutrí un senso di negativitá nei confronti del progresso, poiché a parer suo, vi erano piú vinti che vincitori.
Nelle sue opere, egli rappresenta diverse fasce di popolazione, infatti ne "I Malavoglia" vi sono contadini e pescatori, ne "L'uomo di lusso" artisti e scrittori, etc...
I Malavoglia é una delle opere più importanti del Verga. Narra la storia della famiglia Toscano, siciliani benestanti, poiché possedevano una casa e una barca. I componenti erano Padron 'Ntoni (il nonno), Bastianazzo (padre della famiglia), Maruzza detta La Longa (Moglie di Bastianazzo) e i figli Alessi, 'Ntoni, Mena, Luca, Lia.
Quando il figlio piú grande, 'Ntoni parte per il servizio militare, il nonno decide di comprare un carico di lupini per rivenderlo ad un porto vicino, per colmare il vuoto creato dalla lontananza del nipote, utile per lavorare, ma la barca si capovolge e Bastianazzo muore. Oltre alla perdita del figlio, ha una perdita economica e decide di vendere la casa del nespolo, simbolo importante per la famiglia.É proprio dalla vendita della casa che iniziano i problemi per la famiglia Toscano.

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