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Tecniche Narrative di Verga

A differenza dei romanzi precedenti, sia quelli facenti parti della collezione preverista di verga, sia di quelli di autori diversi, a narrare i fatti non è un narratore onnisciente. Il narratore dei racconti verghiani è infatti un narratore molto particolare. Egli non è onnisciente, ma non usa mai una focalizzazione interna all'autore (non si nota mai il suo punto di vista), né Verga utilizza un particolare personaggio che si assume il compito di raccontare l'intera opera: il narratore infatti tende a mimetizzarsi nei personaggi stessi, adottando il loro modo di pensare (di solito molto diverso da quello dell'autore), facendo proprio il loro modo di sentire e di esprimersi (in un linguaggio che non sembra subire il filtro della lente dello scrittore, ma che viene riportato così come viene pensato). Il narratore è infatti un personaggio dell'opera, ma non un personaggio conosciuto: è 'come se' egli fosse interno alle vicende che vi accadono, senza per questo prendervi parte. Classico esempio è la novella di Rosso Malpelo. In un brano di tale opera, nel presentare proprio il personaggio del protagonista, il narratore dice che Rosso Malpelo aveva i capelli rossi e aveva i capelli rossi perché era cattivo. Ovviamente questa non è l'idea di Verga (che non assocerebbe mai il carattere di un individuo al suo colore di capelli), ma è l'idea dei minatori che lavorano con lui. Il narratore ne parla inoltre come se lo stesse raccontando a qualcuno che già li conosce. Questo è il motivo per cui il lettore arriva a conoscerlo poco a poco, attraverso ciò che Rosso Malpelo fa e attraverso ciò che gli altri dicono di lui (sempre utilizzando un linguaggio spoglio e povero, ricco di modi di dire, di paragoni, proverbi e imprecazioni popolari).

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