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Il protagonista di questa novella è un ragazzino dai capelli rossi che solo grazie al suo aspetto viene considerato malvagio e pericoloso dalle persone superstiziose che abitavano i paesini della Sicilia. Malpelo era stato soprannominato così proprio per i suoi capelli rossi e le lentiggini. Era un ragazzo che lavorava in una cava ed era la stessa cava dove aveva lavorato suo padre "mastro Misciu" che, purtroppo, non ne era uscito vivo. malpelo aveva capito che per sopravvivere bisognava essere duri e cattivi e quindi a sua volta picchia il piccolo "ranocchio" per insegnargli a difendersi dalle persone malvagie e spesso, giacché "ranocchio" era molto magro ed debilitato, gli dava parte del suo pasto.
Malpelo, se avesse potuto scegliere, avrebbe preferito fare un lavoro all'aria aperta ma aveva scelto la cava perché era il posto dove aveva lavorato suo padre, che era scomparso.
Malpelo desidera ritrovare suo padre ma quando un giorno ritrovano una scarpa del suo babbo viene colto da malore, capendo che era morto, e si rifiuta di scavare nello stesso posto per paura di colpire la gamba di suo padre.

Il suo amico “ranocchio” si ammala e a nulla servono le attenzioni di malpelo che, pur di salvarlo, si fa carico anche del suo lavoro. un giorno “ranocchio” sta molto male e malpelo lo picchia perché pensa di renderlo più forte ma dalla bocca di “ranocchio” esce un fiotto di sangue e malpelo pensa di averlo causato lui e si dispera. “Ranocchio” non va più alla cava e malpelo lo va a trovare a casa e si meraviglia nel vedere sua madre piange e si dispera perché per lui non aveva pianto nessuno. L'unico che gli aveva fatto qualche carezza era stato il suo babbo che ora non c'era più.
“Ranocchio” muore e malpelo va a piangerlo nel luogo dove erano stati insieme l'ultima volta: vicino alla carcassa dell'asino grigio. nei giorni successivi malpelo viene mandato dal padrone della cava a fare un percorso intricato dal quale, a causa di un incidente, non tornerà più indietro. Questa novella fa parte del ciclo dei "vinti" cioè di quelle persone che nulla possono contro il destino crudele.

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