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Verga, Giovanni, La roba (2)

Appunto di italiano che, in maniera molto breve, fornisce una sintesi ed un commento della novella di Giovanni Verga, La roba.

E io lo dico a Skuola.net
La Roba

La novella La Roba è stata scritta da Giovanni Verga. Parla di Mazzarrò, un uomo che passò dalla condizione di povero contadino, sfruttato e maltrattato, a quella di un ricchissimo proprietario terriero. Con le sue forza fisiche e la sua intelligenza, infatti, riuscì ad ingannare il suo padrone, a possedere tanta “roba” e diventare padrone di terre immense. La “roba” divenne per Mazzarò la ragione della sua vita, un’ossessione, non trovò tempo per gli affetti o per godersi la sua ricchezza, ma solo per pensare a come guadagnare di più e avere più “roba”. Col passare degli anni Mazzarò però invecchiava e in paese tutti si chiedevano a chi avrebbe lasciato la sua “roba”. Il solo pensiero di dover lasciare tutta la sua fatica a qualcuno che non aveva mai faticato quanto lui lo faceva impazzire, e così avvenne che iniziò a sparare alle sue bestie gridando che la sua “roba” sarebbe dovuta andarsene con lui. Il personaggio principale è Mazzarrò, ricco ma anche intelligente, era un omiciattolo che di grasso aveva solo la pancia, era molto avaro e non voleva spendere i suoi soldi. Il linguaggio usato è abbastanza complesso, soprattutto nella prima parte dove prevale la sequenza descrittiva. Verga fa parte della corrente letteraria del Verismo e la novella ne rispecchia tutte le caratteristiche. Il discorso è prevalentemente indiretto. Il narratore è interno alla storia e compare soltanto nella prima parte, quella descrittiva: infatti è proprio lui, il viandante, che descrive il paesaggio. I temi trattati sono l’avidità, l’importanza delle cose materiali e il non godersi la vita, proprio come accade a Mazzarò. Nella parte descrittiva sembra potersi immergere nel paesaggio descritto dal narratore, grazie al miscuglio di suoni, movimenti e parole che sembrano trascinarci tutto d’un fiato dentro il racconto di Mazzarò. Insegna che nella vita bisogna godersi ciò che si ha, senza essere troppo avari e senza chiedere troppo dalla vita, perché in fondo si finisce per fare tanti sforzi ma non avere la forza e l’età per goderseli.
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