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Novelle rusticane

La raccolta Novelle Rusticane comprende 12 novelle, tra cui La roba, Malaria e Libertà.
Le novelle sono ambientate nel mondo rurale della Sicilia, ma alle storie di singoli personaggi si accompagnano quelle legate alle vicende della collettività, in modo tale da analizzare gruppi sociali.
I temi dominanti sono quelli del conflitto tra le classi, della roba e dell’ascesa sociale, che poi si svilupperanno nell’opera Mastro Don Gesualdo. Significativo è anche il tema degli scontri sociali e politici legati all’unificazione nazionale che non ha risolto i problemi del Sud, lasciando nella gente una profonda delusione.
Confrontando questa raccolta con Vita dei Campi, le Novelle Rusticane mostrano quindi una maggiore attenzione ai movimenti economici e materiali dell’esistenza, in quanto spariscono le figure tragiche di Rosso Malpelo o della Lupa, che vengono sostituite da concetti astratti, così come i personaggi appaiono dominati dalla logica del profitto e dalla volontà di ascesa sociale, ma finiscono per essere sconfitti dalle leggi della natura.

- La roba = protagonista della novella è Mazzarò, il contadino analfabeta, il quale è riuscito ad appropriarsi di tutti i beni del padrone ed è quindi riuscito ad accumulare tanta “roba” sacrificando ad essa tutta la sua vita, anche gli affetti più cari. Si è impossessato dell’uliveto, delle vigne, dei pascoli e dello stesso palazzo.
La roba è psicologicamente il sintomo di un’angoscia, l’incubo della miseria passata così come il termine di un’adorazione esclusiva e maniacale che gli proibisce ogni distrazione e gli impone persino la riduzione dei bisogni al minimo della sopravvivenza: è un uomo senza pace e senza gioia, oppresso dalla propria ricchezza e tormentato dall’idea di perderla. In tal senso, assume la figura di un eroe della rinuncia, della solitudine e della continua lotta per accumulare beni che non gli servono, ma il suo è un eroismo vano e tragico.
Tuttavia, il racconto non è la celebrazione dell’avidità o della sete di ricchezza, bensì una condanna all’ossessione della roba: neanche in punto di morte la figura di Mazzarò si eleva spiritualmente e moralmente poiché, proprio nell’esclamazione finale si evidenzia lo squilibrio che si crea fra la roba, di natura divina e la morte, atto concreto.

- Libertà = questa novella prende spunto da un episodio realmente accaduto: una violenta rivolta contadina a Bronte scoppiata nel 1860 alla notizia delle vittorie di Garibaldi che veniva a portare la “libertà” e che, dal suo quartiere generale a Palermo aveva decretato la spartizione dei terreni di proprietà comunale. Nino Bixio, inviato da Garibaldi per sedare la rivolta, la trovò già placata ma attuò comunque una durissima repressione.

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