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I Malavoglia

La trama

La vicenda è ambientata ad Aci Trezza, borgo di pescatori vicino a Catania, dal 1863, tre anni dopo la spedizione dei Mille di Garibaldi, al 1878, cioè negli anni successivi alla nascita del Regno d’Italia. Narra la storia dei cambiamenti subiti dalla famiglia Toscano che possiede una casa (la casa del nespolo” e una barca (la Provvidenza). La loro esistenza viene sconvolta da alcuni fatti, tra i quali: * la partenza di N’toni per il servizio militare; * una cattiva annata per la pesca; * la necessità di preparare la dote per Mena, la figlia maggiore.
Il patriarca della famiglia, padron N’toni, per affrontare le difficoltà ritiene opportuno lavorare con la speculazione dei lupini ma una tempesta fa naufragare la barca che li trasporta: muore Bastianazzo e il carico di lupini è perduto. Ora c’è da pagare il debito, mentre una serie di nuove sventure si abbatte sulla famiglia: * la casa viene pignorata; * Luca, il secondogenito, muore nella battaglia di Lissa; * Maruzza, la madre, muore di colera; * la barca, dopo essere stata riparata, naufraga una seconda volta.

N’toni dopo il servizio militare non accetta più una vita di rinunce, comincia a frequentare l’osteria e si dà al contrabbando ma , quando viene sorpreso, accoltella la guardia doganale e finisce in prigione. Nel frattempo Lia, la figlia minore, abbandona il paese e si prostituisce in città; il conseguente disonore manda a monte il matrimonio di Mena con compare Alfio. Il vecchio N’toni finisce la sua vita in ospedale. L’ultimo figlio, Alessi, riesce a riscattare la casa continuando il mestiere del nonno, anche se la famiglia è ormai disgregata. N’toni, uscito di prigione torna a casa ma capisce non poter restarci, così si allontana per sempre.

Lo spazio

Lo spazio in cui si svolge la vicenda è quello “interno” è Aci Trezza con i suoi scorci pittoreschi. Una particolare connotazione affettiva ha la casa dei Malavoglia, la “casa del nespolo”, che rappresenta una sorta di nido in cui consolidare i legami familiari, un rifugio, che quando viene perduto anche la famiglia si disgrega. In opposizione a questo spazio intimo ed emotivo, c’è lo spazio “esterno”, vissuto soprattutto da N’toni e da Lia, nelle loro fughe verso le insidie della città. Tra questi due spazi poi c’è il mare, percepito come interno ed esterno, amico e nemico; assume una valenza positiva la vicinanza alla costa, mentre diventa un pericolo il mare aperto.

Il tempo

La saga della famiglia Malavoglia attraversa tre generazioni (il nonno padron N’toni, il figlio Bastianazzo e il nipote N’toni) e il racconto si sviluppa in 15 anni. Il tempo vissuto dai protagonisti non è lineare, bensì circolare, basato cioè sull’alternarsi ciclico delle stagioni, della pesca, del lavoro e scandito dalle ricorrenze religiose che si ripetono ogni anno e regolano i ritmi della vita della gente di Aci Trezza.

La visione pessimistica

La visione della vita che emerge dal romanzo è pessimistica, poiché Verga vede la vita come una perenne lotta per la sopravvivenza: l’immutabile legge di natura impone, infatti, al più forte di sopraffare il più debole e l’unica scelta possibile è quella di una consapevole rassegnazione.

L'ideale dell'ostrica

L’esaltazione dei valori patriarcali già espressa nella novella Fantasticheria attraverso l’ideale dell’ostrica è di fatto un modo per celebrare la rassegnazione coraggiosa dei miseri al proprio destino, in quanto così come l’ostrica rimane attaccata allo scoglio su cui è nata, i Malavoglia devono rimanere ancorati a una “religione della famiglia”, rispettando i valori che si perpetuano di generazione in generazione, accettando le immutabili gerarchie di una società dominata dalla violenza, dai soprusi e dalla lotta per la sopravvivenza. Verga esprime, dunque, la sua simpatia verso quel mondo primitivo di gente umile attaccata ai sentimenti semplici e antichi.

Le caratteristiche del romanzo

I Malavoglia possono essere definiti come:
- il romanzo della fedeltà alle proprie radici;

- il romanzo della sconfitta eroica, perché i protagonisti vengono vinti dal destino, ma solo dopo una dura lotta, condotta con un’abnegazione che fa grandeggiare i vinti.

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