Verga, Giovanni - Il canarino del n. 15

In questa novella il Verga ci racconta di Malia, figlia dei portinai di un palazzo, una giovane inferma che non aveva l’uso delle gambe e che, piccola e delicata, sedeva tutto il giorno sulla finestra della portineria.
Sotto la sua finestra passava ogni giorno un giovane che s’innamorò di lei, ma che cambiò idea non appena scoprì della sua infermità.
Il giovane s’innamorò poco dopo della sorella di Malia e iniziò a frequentare la casa di Malia diventando quasi uno di famiglia. La sorella però iniziò ad annoiarsi e a maltrattare il giovane, che si sfogava con Malia del poco cuore della sorella, e una volta le dette addirittura un bacio e intanto la povera s’innamorava sempre più di lui.
Alla fine la sorella lasciò il giovanotto e scappò di casa con un ragazzo ricco.
Malia iniziò a struggersi per amore, così tanto che il male che le prendeva le gambe iniziò ad espandersi in tutto il corpo e la giovane iniziò ad avvicinarsi sempre più alla morte.
Quando seppe che era in fin di vita anche la sorella della ragazza tornò a casa; e una sera, mentre la madre dormiva, e la sorella e il giovane parlavano sottovoce, Malia morì, senza che nessuno se n’accorgesse.
Il giorno dopo il padre, piangendo si rese conto che anche se non facevano caso a lei, perché erano abituati a vederla lì sulla finestra, ora si sarebbero sentiti soli, e fece inchiodare un’asse con la scritta “sarto” su quella finestra.

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