La fiumana del progresso

Concepita come prefazione ai Malavoglia, funge da prefazione all'intero Ciclo dei Vinti, di cui ne spiega i temi principali.
Il primo paragrafo è dedicato specificamente al primo romanzo del ciclo, I Malavoglia. Ne indica il tema di fondo: l'equilibrio di un mondo tradizionale, quello di una famiglia di un piccolo villaggio di pescatori, rotto dall'insoddisfazione della propria condizione di vita.
Nel paragrafo successivo Verga allarga il suo sguardo verso tutti i romanzi del ciclo. Qui l'attenzione si pone sulla ''fumana del progresso'', cioè quel processo di trasformazione della realtà economica e sociale, in particolare dell'Italia post unitaria. La forza motrice di questo processo è data dai bisogni dell'uomo, dalla lotta per l'esistenza al bisogno dei beni materiali (impostazione fortemente materialistica).
Il terzo paragrafo contiene invece le fondamentali prese di posizione ideologiche dello scrittore di fronte alla ''fiumana del progresso''. Verga esprime la sia ammirazione per la grandiosità del processo arrivando persino a ripetere uno dei principi basilari dell'ideologia borghese moderna formulato da Adam Smith: l'individuo, perseguendo il suo interesse personale, coopera inconsapevolmente al benessere di tutti.

Lungi da levare inni, Verga insiste proprio sugli aspetti negativi: l'avidità, l'egoismo, i vizi, la meschinità, …
Difatti i protagonisti dei cinque romanzi sono proprio dei ''vinti''.
Alla fine Verga aggiunge che ogni scena va rappresentata con colori adatti, cioè che ogni forma deve corrispondere al livello sociale rappresentato. Nei Malavoglia il narratore si adegua all'ambiente popolare, nel Mastro Don Gesualdo il inguaggio S'innalza in corrispondenza dell'ambiente sociale.

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