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La conversione al Verismo: Nedda

La cosiddetta conversione di Verga al Verismo risale al 1874, l'anno in cui pubblicò la novella "Nedda". Protagonista è un'umile raccoglitrice di olive, una povera figliuola raggomitolata sull'ultimo gradino della scala umana. Con quest'opera lo scrittore iniziò a coltivare il filone siciliano e primitivo che continuò a sperimentare sia nella raccolta di novelle intitolata "Primavera e altri racconti " sia nella successiva raccolta "Vita dei campi ". Contemporaneamente Verga iniziò a scrivere "I Malavoglia".
Per Verga era importante non cadere nell'errore di soddisfare semplicemente la superficiale curiosità dei suoi lettori verso l'esistenza così diversa e lontana dei suoi personaggi siciliani. Si sforzò quindi di rinunciare a commentare e a impietosire il suo pubblico. Cadeva ogni ricercatezza letteraria nelle descrizioni paesaggistiche e scomparivano anche certi elementi superflui che affioravano in Nedda. Le otto novelle di Vita dei campi presentavano da vicino la vita, nella sua cruda verità. Rispetto alla narrativa tradizionale, in esse si compie dunque una vera rivoluzione.

Il ciclo dei Vinti

Il ciclo dei Vinti doveva svilupparsi attraverso cinque tappe :
• I Malavoglia
• Mastro don Gesualdo
• La duchessa di Leyra
• L'onorevole Scipioni
• L'uomo di lusso
Verga scrisse solo i primi due romanzi e del terzo solo il primo capitolo perché si rese conto che solo nel mondo arcaico e contadino si poteva avere una raffigurazione veristica dei fatti. Nella società cittadina tutti recitano, tutti portano una maschera e non è dunque possibile illustrarne i segreti.

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