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Verga: l'approdo al verismo

I motivi che contribuirono a orientare sempre più l’arte di Verga verso una poetica del “vero” furono diversi: l’influenza di Zola, l’arrivo a Milano, la noia per gli ambienti mondani, la nostalgia per la propria terra, l’interesse per la questione meridionale…

La stagione dei capolavori e l’insuccesso dei Malavoglia
Il primo racconto verista è considerato Rosso Malpelo, scritto nel 1878 e inserito nella raccolta Vita dei campi, che comprende anche L’amante di Gramigna, Fantasticheria, Cavalleria rusticana, La Lupa, Jeli il pastore, Guerra di santi e Pentolaccia.
Nel 1881 scrisse I Malavoglia, primo romanzo del ciclo de I Vinti, a cui seguirono le Novelle rusticane, il romanzo Il marito di Elena, i racconti Per le vie.
I Malavoglia fu un insuccesso: lo stile e la tecnica narrativa erano lontani dalla tradizione letteraria e non furono accolti dal pubblico italiano; l’aspirazione di Verga di far nascere anche in Italia una letteratura moderna restò delusa. Sicuro della sua arte, decise di promuovere le sue opere all’estero e incontrò Zola.

Ottenne successo a teatro il suo dramma Cavalleria rusticana, tratto dall’omonima novella.

Nel 1893 lasciò Milano e ritornò a Catania, deluso dell’insuccesso di quelle che reputava le sue opere migliori e si allontanò dall’ambiente letterario che nella giovinezza lo aveva sedotto.
Muore a Catania nel 1922.

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