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Giovanni Verga

Dal 1861 sale la destra al potere in Italia. Questo applica una politica di libero scambio. Fondato sull'agricoltura perché ritenevano non dovesse sfruttare l'industria. Dal 1876 Africa la sinistra una politica fortemente protezionistica. L'Italia con queste politiche continua restare indietro rispetto i paesi europei. L'impoverimento della popolazione del mezzogiorno, de crescita economica nazionale. Questo periodo è denominato positivismo. Periodo in cui l'uomo ha una fede nella scienza. Nel periodo di maggior sviluppo scientifico iniziato con le scoperte del 700. L'intellettuale si pone di fronte a questa realtà infatti il mito del progresso differenzia in positivo e negativo le sue conseguenze, riprendendo romanticismo e i loro effetti negativi. Ci sono altri invece che prendono il progresso come molto positivo come Verga. La tendenza dominante i fatti di questo periodo è questo; l'amore per il progresso. Forse l'Italia sia a noi più grandi critici del progresso. Forse perché l'italiano soprattutto è depresso. Soffrono la povertà del momento. È lavorano per sopravvivere. Poi se prima lo scrittore si sentiva importante perché idealizzava il sogno patriottico ora con l'avvento dell'unità d'Italia si sente escluso e l'utile. Tra l'altro si sente escluso anche perché in una società dominata dalla scienza gli la letteratura diventa per pochi . Forse l'Italia è la prima volta che accade questo punto per quanto riguarda l'editoria questo e il primo periodo dove la letteratura si diffonde su grande scala. Si diffondono letteratura multiforme: per ragazzi eccetera. Il editoria si sviluppa la pubblicazione in puntate sui giornali. Il più importante era: "Fanfulla della domenica" . Non c'era neanche unità linguistica. Questo problema se l'era già posto Manzoni. ISAIA ASCOLI per la prima volta critica Manzoni dicendo: bisogna effettuare una rivoluzione linguistica, è possibile farla.

Quadro generale letteratura europea.

Il naturalismo.
Il pensatore che teorizza il naturalismo è Hyppolite Taine. Mette in pratica cioè il positivismo alla natura. Cioè dice come la scienza si debba occupare e capire i processi fisici così la letteratura deve analizzare e capire i processi umani, il comportamento e la vita dell'uomo. H. indica coloro che in letteratura sono stati i precursori del naturalismo. Chi è stato quindi lo scrittore e scienziato? Balzac perché secondo lui ha descritto la realtà minuziosamente. Dopodiché esistono altri precursori come Flaubert che per primo applica la cosiddetta teoria del impersonalità, descrivere la realtà senza il coinvolgimento dell’autore, e poi i fratelli Goncourt che realizza più che altro un’attenzione particolare agli strati sociali più bassi, più degradati. E da un altro lato l’analisi della psiche umana. Chi invece alla fine unirà tutte queste tendenze è Zola. Colui che nel ciclo Rougon-Macquart unisce tutto ciò, in più però Zola è uno scrittore che non solo analizza l’uomo ma arriva anche ad una conclusione: l’uomo è determinato dall’origine, il sangue e il luogo. Dice anche siccome i processi umani sono specifici possiamo anche capire cosa noi faremo, come ci evolveremo.
Pur ricollegandosi al positivismo diviene ottimista. È in questo periodo però che l’intellettuale perde il ruolo di guida.
La scienza capisce il mondo, il letterato l’uomo.
Prima di parlare del verismo però bisogna fare un quadro generale della letteratura straniera.

Inghilterra
L’età di questo periodo è quella Vittoriana in cui governa la regina Vittoria. L’autore più importante è Dickens che traduce in letteratura la sua visione del mondo e della gente che è felice e tranquilla, priva dei casini francesi e italiani. Tra l’altro in Dickens c’è la necessità di fare romanzi che seguano sia la moda che le esigenze del pubblico. Il successo delle opere di Dickens è eccezionale però fa si che la letteratura di Dickens sia molto ottimista e apprezzatissima.

Russia
C’è lo zar che reprime ogni ostacolo alla dittatura. Due autori diventano portavoce di questa rivolta.

Dostoyevsky (delitto e castigo), e Tolstoy (guerra e pace, Anna Karescina).
Tolstoy ha scritto queste opere seguendo la tendenza di fare romanzi realisti. Tolstoy tra l'altro sarà soggetto ad una conversione al cristianesimo scrivendo un messaggio di fede.
Dostoyevsky sarà invece il precursore del decadentismo. Tutta la realtà è descritta secondo la visione dell'artista, diventa una realtà soggettiva.

Italia
Da ricordare: Luigi Capuana che porta in Italia Zola e attraverso delle lettere con Verga farà sì che anche Verga approdi al verismo e teorizzi nelle sue opere la visione di Zola un po' originale. Tra l'altro Capuana è colui che scopre Grazia Deledda e la fa pensare all'Italia. Tra le Verga e de Roberto che scrive i viceré la letteratura italiana e povera e scarna. Verga invece approdando al realismo arriverà però ad una visione tutt'altro che ottimistica della fitta trasformando l’impersonalità del romanzo in realtà soggettiva facendosi che la realtà sia raccontata da chi la vive direttamente.

(manca sicuramente parte…… scapigliatura e inizio di verga)

Romanzo del 1875 e eros. Con i tre romanzi possiamo aggiungere che: i verissimi che non sono veri romanzi ma hanno ancora una tendenza romantico-scapigliata.
uno) perché c'è una tendenza all'idillio.
Due) perché c’è sempre un'artista che abbandona la sua vita da intellettuale. L'artista è bloccato il suo valore del progresso.
Questi romanzi saranno poi ripresi da D'Annunzio, e poi rispecchiano la condizione dell'intellettuale nel positivismo. Un intellettuale non compreso dalla società. Nel 1878 scrive una novella che apparterrà alla vita dei campi 1880; rosso mal pelo. In più abbiamo anche la fantasticheria, Jedi il pastore di, la lupa. Ciò che inaugura una nuova tecnica letteraria è: rosso mal pelo. Tutto parte da una considerazione, si dice che Verga non avesse lavorato teoricamente per la costruzione di questa nuova opera. Non abbiamo nessuna elaborazione teorica di quanto svolto. In realtà ci sono una serie di lettere private e poi esistono due prefazioni di romanzi che narrano di questa teoria. La base di questa nuova tecnica è l’impersonalità. Verga attraverso Capuana conosce l'intellettualismo francese e il naturalismo di Zola. Verga dice: il miglior modo per raccontare il vero e far sì che questo appaia impersonale. Verga però è consapevole che si tratta di un artificio letterario, per cui è consapevole che sia una finzione letteraria e debba SEMBRARE impersonale. Scompare la concezione di narratore onnisciente. Ma qual è la novità in questo??

Verga dice e non deve essere solamente impersonale ma deve eclissarsi e far vedere il racconto al lettore attraverso l'azione svolta. Chi è che racconta però? uno dei personaggi. E allora l'autore si eclissa in un personaggio e fa parlare lui. Il racconto dovrà sembrare quindi essersi fatto da sé. Ecco la novità di verga. L'esempio è sempre la prima frase del rosso mal pelo. Rosso mal pelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi e aveva i capelli rossi perché era cattivo. Vede la storia dal punto di vista dei personaggi quindi della tradizione. Ma perché nasce questa visione letteraria? Gli autori come Zola, facevano nascere i romanzi da una riflessione impregnata di ottimismo. Si raccontava la realtà utilizzando un'analisi scientifica sapendo che questa poteva portare beneficio l'uomo. Verga invece parte da una visione conservatrice è molto pessimista! Perché? Perché da un lato deve raccontare il vero e dall'altro non ha nè il diritto né la possibilità di cambiare la REALTà! Mostra all'uomo gli orribili errori di questa società. Ci racconta lo svolgersi della nostra vita, di una società povera che sprofonda negli effetti del progresso; che genera odio e ripudio delle classi più povere a causa del denaro. A dire il vero per questi ultimi aspetti rosso mal pelo anticipa un certo discorso che ancora in Verga non si è manifestato. Tant'è vero che le novelle seguenti non saranno per niente impersonali. La lupa ad esempio se per una parte è un mondo perverso e oscuro da un'altra è ancora pura dall'avvento del progresso al contrario di rosso mal pelo. Qui c'è contrasto tra il ragazzino che è simbolo di ciò che vale nella vita (amicizia, amore) che si oppone alle barbarie del lavoro della società. Il fenomeno di cui si parla in rosso mal pelo è estraniamento è estraniamento rovesciato. La novella di rosso mal pelo si discosta molto dalle altre e infatti l'unica dove abbiamo l' impersonalità. In rosso mal pelo c'è per la prima volta la coscienza che non esiste la realtà romantica. Verga dice che se comunque è il progresso che stravolge la società è vero anche che non è mai esistita una realtà idillica prima dell'avvento del progresso. Dopo queste novelle nel 1881 scrive i malavoglia. È importante dire che prima di scrivere i malavoglia fa una prefazione ai malavoglia in cui appunto spiega cosa vuole denunciare, e dice: parlerò di tutta la realtà sociale e partendo dal ceto più basso, per arrivare a quelli più alti. E subito si distingue il pensiero di Verga da quello di Zola, ma in che cosa? Non c'è un'analisi sperimentale ma analizza direttamente la società. Mentre un criterio comune ai due è quello di voler analizzare già come citato da Darwin la selezione naturale, la lotta per la sopravvivenza. Un Verga a Parma. Della lotta tra le classi per la sopravvivenza. Il racconto della prefazione parlante della storia di coloro che sono sconfitti dalla società cioè dal progresso, e in particolare gli sconvolgimenti che essi subiscono.

I malavoglia.
Considerato il capolavoro di Verga. Possono essere accostati rosso mal pelo. Hanno ancora valori da rispettare, e riescono ancora a rifiutare. Il romanzo finisce tutto sommato bene; non c'è un grande stravolgimento della situazione. La famiglia si ricongiunge, però questa fine in parte attenuata ha nutrito varie perpetrazione. ---mal pelo si sente allontanato e a noi apparentemente sembra strano il comportamento della società nei suoi confronti, scorrendo la lettura questo si rovescia. Tutto ciò che per noi è normale appare strano. Fa sì che l'episodio in cui mal pelo ha pietà per un amico malato diventi da normale a strano---
Dal 72 Verga si trasferisce a Milano. Scrive anche l'amante di Gramigna.
Nell'81 esce i malavoglia, ma questo romanzo viene preparato contemporaneamente al rosso mal pelo. In fantasticheria non c'è verismo.
Zio crocifisso: tutti i nomi dei malavoglia sono soprannomi dati dal paesino di Citrezza. Da un lato si vede l'uomo fatto male, da un altro la società pura.
Rosso mal pelo e ancora un personaggio buono, anche i malavoglia dimostrano valori puri. È la loro società economica del nuovo regno d'Italia, arriva l'ansia del guadagno, il progresso che rende malvagio l'uomo nuovo. Nel 1889 viene pubblicato su una rivista letteraria mastro Don Gesualdo.
Attenzione però: fedele alla sua teorizzazione della forma Verga ora facendo parlare i personaggi non fa parlare il ceto più basso ma fa parlare un borghese, e ciò rispecchia la situazione del poeta, in pratica è come se non fosse Verga. È la storia della realtà scritta da Verga.
La storia di questa persona che diventa ricca partendo da povera e cerca di diventare anche aristocratico, e la storia e quindi di tutte le e vicissitudini di questo personaggio che vive per diventare ricco; vive per diventare un uomo infallibile.in punto di morte però penserà alla sua vita che ha fatto, solo con solamente uno schiavo. Qua fedele al suo principio, non è più una famiglia di personaggi ma è uno solo che si erge solo nella scena.

La fiumana del progresso.
Possiamo dire che le novelle di Verga sono tutte vissute, così come linguaggio che è quello vissuto dalle persone narrate. Persone che nutrono sentimenti della vita. Anche nei malavoglia c'è straniamento e anche nei malavoglia c'è una difficile interpretazione del messaggio di Verga. Non è chiaro se Verga sia convinto che sia il progresso all'aver rovinato tutto ho estratto la società stessa. In mastro Don Gesualdo c'è una differenza con i malavoglia; se in questo romanzo c'è ancora dualismo, e se ancora in mastro Don Gesualdo ci sono momenti dove emerge un carattere positivo del maestro, anche se tutto questo in mastro Don Gesualdo c'è un solo protagonista cioè lui; non vediamo il pensiero solo dal suo stesso pensiero, non più come prima che c'era un bipolarismo tra i personaggi ma ora domina la psicologia di mastro Don Gesualdo che deforma la realtà, pur essendo ancora un romanzo verista

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