Giovanni Verga

Vita e tecniche narrative

La vita
Giovanni Verga è nato a Catania nel 1840 da una famiglia di ricchi proprietari terrieri. A soli sedici anni ha iniziato a scrivere romanzi romantico - patriottici e si è iscritto alla facoltà di legge senza portare a termine gli studi.
Giovanni Verga si è inoltre spostato a Firenze dove ha incontrato Luigi Capuana, l'ideatore del Verismo. Invece a Milano fece l'incontro con i"scapigliati".
Verga divenne un verista quando fece pubblicare le novelle Vita dei campi (famoso per il brano La Lupa) e I Malavoglia. Verga, siccome era un esponente del Verismo (la corrente al Naturalismo) nei suoi romanzi descrive gli effetti negativ" del progresso dicendo che sono sempre i più poveri a subirne le conseguenze. Infine muore a Catania nel 1922.

Tecniche narrative
Verga, in molti suoi brani, utilizza diverse tecniche narrative: lo straniamento, il narratore corale e la regressione.
Lo straniamento consiste nel descrivere ciò che appare ai nostri occhi normale in modo anormale. Nel brano La Lupa questa tecnica si nota perché Verga descrive una ragazza bella e seducente come se fosse una strega in grado di ammaliare chiunque guardi i suoi grandi occhi nero carbone.
Il narratore corale ha il compito di far diventare il popolo narratore. Cioè il narratore corale è composto da due narratori: il narratore alto (il normale narratore) e la voce popolare (il popolo). Il narratore corale si può notare attraverso tre punti: il primo quando sono presenti parole ripetitive, il secondo quando si presentano dei modi di dire proverbiali e il terzo quando appare una sintassi non corretta.
La regressione si può dire che è una conseguenza del narratore corale. La regressione si nota quando si manifesta l'intervento del popolo come narratore e quindi si passa da una sintassi alta (Giovanni Verga) a una sintassi bassa (Il popolo).

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