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Giovanni Carmelo Verga nasce a Catania il 2 settembre 1840 e muore a Catania il 27 gennaio 1922.Naque da da Giovanni Verga Catalano e da Caterina Mauro.Discendeva dal ramo di una famiglia alla quale appartenevano i baroni di Fontanablanca.Trascorse la sua giovinezza a Catania.Studiò nella scuola del letterato patriota Antonino Abbate da cui assorbì il gusto letterario romantico e il patriottismo.Verga scrisse il suo primo romanzo ispirato al risorgimento "Amore e patria" che rimase inedito.I suoi studi superiori non furono molto regolari,si iscrisse alla Facoltà di legge all'Università di Catania, non terminò i corsi,infatti si appassionò alla letteratura e agli ideali risorgimentali,così preferì dedicarsi ai romanzi storici e pittoreschi e al giornalismo politico.Con il denaro che il dal padre gi diede per concludere gli studi,Verga pubblicò il romanzo "I carbonari della montagna" ispirato dalle imprese della Carboneria calabrese.Poi nel 1863 pubblicò a puntate sulla rivista fiorentina "La nuova Europa" il suo terzo romanzo,"Sulle lagune,che parla della stora sentimentale di un ufficiale austriaco con una donna veneziana.

Nel 1865 si trasferì a Firenze,questo periodo fu fondamentale per la sua maturità artistica.Qui pubblicherà "Una peccatrice",che fu il suo primo romanzo autobiografico,finì di scrivere anche il romanzo Storia di una capinera,romanzo sentimentale in cui si tracconta la storia di un amore impossibile e di una giovane costretta a farsi monaca nonostante il suo amore per il cognato Nino.
Nel 1872,si trasferisce a Milano,dove termina il romanzo "Eva",che è la storia di un giovane pittore siciliano che a Firenze reprime i suoi ideali artistici per amore di una ballerina,che vive di piaceri e del disprezzo per l'arte. In questo romanzo Verga, con la protesta per la nuova condizione dell'intellettuale,egli si avvicina alla polemica anticapitalista che caratterizza la Scapigliatura.A questo seguono seguono i romanzi d'analisi come Eros e Tigre reale.A Milano Verga lesse molti romanzi di tipo naturalista come Balzac,Flaubert,Zola e ne accoglie i piani.
Nel 1878 scrisse un racconto molto distante dalla materia e dal linguaggio della sua narrativa precedente con il titolo Rosso Malpelo, la storia di un giovanissimo garzone di miniera che vive in un ambiente difficile e disumano, con uno stile e una lingua molto comune,proprio come i racconti popolari,Verga si ispira ad una rigorosa impersonalità.Verga nel 1874 continua a trattare di argomenti del mondo genuino della campagna e a scrivere romanzi come il Nedda,che tratta di una donna che perde l'uomo amato e il suo bambino appena nato rimanendo sola.Scrive poi altri romanzi come la Cavalleria rusticana, La lupa, Jeli il pastore, Fantasticheria,raccolti nelle Novelle rusticane,I Malavoglia(il primo romanzo del Cilo dei vinti),questo narra le vicende di una famiglia siciliana di pescatori che da alcune difficoltà economiche nasceranno una serie di gravi sventure,e Mastro-don Gesualdo,la storia di un muratore che accumula grandi ricchezze, ma che finisce in un tragico fallimento nella sfera degli affetti familiari.

Giovanni Verga torna a Catania,dove il verismo incide sulla sua vicenda da artista e non riesce più a costruire grandi romanzi e si estranea dalla società e dalla letteratura,fino alla sua morte,infatti venne colpito da paralisi cerebrale e morì pochi giorni dopo

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