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Pascoli, Giovanni - Il tuono

Testo e analisi della poesia scritta dopo Il lampo, nella quale il poeta individua il temporale come la manifestazione più significativa del male

E io lo dico a Skuola.net
Il tuono

E nella notte nera come il nulla,
a un tratto, col fragor d'arduo dirupo
che frana, il tuono rimbombò di schianto:
rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,
e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,
e poi vanì. Soave allora un canto
s'udì di madre, e il moto di una culla.


Analisi
E’ stata scritta dopo "Il lampo".
La lirica è stata composta in endecasillabi, con ripresa costituita da un solo verso, il primo, secondo lo schema A;BCBCCA.
Il poeta identifica nel temporale la manifestazione più significativa del male universale che tiene asserragliata l’umanità. In chiusura, la presenza di un motivo pascoliano: l’immagine consolatoria della madre e della culla, simbolo di sicura protezione e di originaria innocenza.
La poesia si apre con un verso isolato, introdotto dalla congiunzione e, il secondo verso dà inizio a una descrizione sonora dell’improvviso scoppio del tuono.
La lirica si chiude con l’immaginazione dolcissima di un canto materno.
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